Prezzo petrolio sui massimi di 26 mesi. Il rally è destinato a durare?

Pierandrea Ferrari

14/06/2021

Continua la corsa del prezzo del petrolio: sia il Brent che il Wti scambiano stabilmente sopra la soglia dei 70 dollari al barile. E Goldman Sachs vede nuovi rialzi nei mesi estivi.

Prezzo petrolio sui massimi di 26 mesi. Il rally è destinato a durare?

Ancora sotto i riflettori il prezzo del petrolio. Il Brent, greggio del Mare del Nord, è arrivato infatti a scambiare a 73,3 dollari al barile, di fatto sui massimi di 26 mesi, da aprile 2019. Vola anche il texano Wti, oggi in rialzo dello 0,75% a quota 71,4 dollari al barile.

Oltretutto, il rally sembra essere destinato a durare anche nei mesi estivi. Di questo avviso gli analisti della banca USA Goldman Sachs, che vedono nel terzo trimestre il Brent a 80 dollari al barile, con spread Brent-Wti a 2,5 dollari al barile.

Prezzo petrolio sui massimi di 26 mesi. Il rally è destinato a durare?

A supportare i prezzi le prospettive di ripresa economica che il tasso di vaccinazione nell’Unione europea, negli Stati Uniti e in Cina favorisce, con l’Opec che ha confermato la stima di una domanda di petrolio per l’anno in corso a 96,6 milioni di barili al giorno.

Su questa linea anche l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), che dopo il calo record di 8,6 milioni di barili al giorno del 2020 prevede un rimbalzo della domanda, per il 2021, di 5,4 milioni di barili al giorno, e di altri 3,1 milioni nel 2022. A questo ritmo si raggiungerebbe di fatto una media di 99,5 milioni di barili al giorno, per arrivare a superare quota 100 nel quarto trimestre 2022, oltre il picco del Q4 2019.

Ed è proprio alle schiarite sul fronte della domanda che si lega il target price di 80 dollari di Goldman Sachs, confermato nonostante l’Aie nel suo rapporto di mercato mensile abbia comunque rivisto al ribasso la previsioni sulla ripresa della domanda nel secondo semestre dell’anno.

Secondo l’organizzazione parigina, infatti, il mercato richiederà 300.000 barili al giorno in meno rispetto a quanto stimato in un primo momento, effetto delle vaccinazioni a singhiozzo in alcuni stati importatori come l’India, il Brasile e la Malesia, quest’ultima ora alle prese con l’impennata dei contagi nel Sud-Est asiatico.

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