Il prezzo dell’oro è tra i protagonisti del mercato a due giorni dalla riunione Fed: vediamo cosa aspettarci dal metallo prezioso e perché un rialzo dei tassi di interesse USA non fa paura.
Il prezzo dell’oro inizia al rialzo la settimana, portandosi verso quota $1.318 e invertendo l’andamento ribassista tenuto nelle ultime giornate.
Le borse europee aprono anch’esse positive in quella che è la settimana della Fed, con tutti gli occhi puntati alla riunione che si aprirà domani e che troverà il suo culmine durante le ore serali di mercoledì.
L’eventuale rialzo dei tassi di interesse da parte della Yellen è il vero focus del mercato. Le aspettative quasi del tutto contrarie ad una presa di iniziativa da parte della Fed hanno trovato dei segnali di cedimento con gli ultimi dati sull’inflazione USA.
Il prezzo dell’oro però potrebbe non dipendere dall’esito del dibattito nel FOMC ed essere destinato a seguire in ogni caso la sua strada.
Dopo aver visto quali sono le aspettative per l’altro grande evento della settimana, ovvero la riunione della Bank of Japan, vediamo ora come il prezzo dell’oro si prepara ai prossimi giorni.
Prezzo oro e tassi Fed: un legame da riconsiderare
Il prezzo dell’oro cerca di riprendersi durante la prima giornata di contrattazione di questa importante settimana, invertendo l’andamento ribassista che ne ha determinato l’affondo da quota $1.352 a $1.306 in circa dieci giorni.
Le opinioni di analisti ed esperti di mercato su quello che sarà il futuro dell’oro finiscono sempre con il guardare ai tassi di interesse USA, restringendo a questa sola variabile i fattori che determinano il prezzo del più prezioso tra i metalli.
Sebbene sia innegabile la presenza di una correlazione negativa tra prezzo dell’oro e tassi di interesse USA, è altresì vero che l’attenzione viene troppo concentrata, tanto da risultare limitante.
Questo almeno è il pensiero di George Milling-Stanley, analista presso la State Street Global Advisors, il quale ritiene che si ignori una visione d’insieme, di più ampio respiro.
Non sarà un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base il prossimo mercoledì a compromettere il 30% di guadagno che l’oro ha messo in piedi dai minimi di dicembre, e il motivo è espresso a chiare lettere dall’analista:
“Non credo che il mercato dell’oro tema in alcun modo le decisioni di politica monetaria della Fed. Se anche i tassi di interesse fossero alzati dell’1% quest’anno, la cosa importante da ricordare è che i tassi di interesse reali continueranno in ogni caso ad essere negativi, ed è questo che condiziona l’andamento dell’oro.”
Riguardo il rallentamento avuto durante gli ultimi tre mesi, secondo Milling-Stanley, è fisiologico che dopo il rialzo avvenuto nei sei mesi precedenti ci sia un periodo di consolidamento, l’importante è che i guadagni raggiunti in quel periodo non vengano pregiudicati.
Inoltre la domanda fisica di oro non ha mai conosciuto difficoltà e sta per entrare in periodo dell’anno tradizionalmente favorevole, con l’aumento delle richieste in paesi come la Cina e l’India che potrebbero costituire da soli dei market driver per la quotazione.
L’idea è quindi che il prezzo dell’oro sia destinato a riprendere il suo cammino rialzista e che non sarà la Fed a determinarne il suo destino nel lungo termine.
Prezzo oro alla base del canale rialzista: Fed in arrivo
Il prezzo dell’oro, in un’ottica di breve termine, si avvicina alla riunione Fed mantenendosi in equilibrio su un precario incrocio di trendline.
Dal seguente grafico giornaliero si osserva come la quotazione si muova all’interno di un canale rialzista e sia ora in prossimità della parete inferiore, oltre che vicina ad un importante livello di supporto a $1.304:
La trendline in rosso ha rappresentato prima la resistenza e poi il supporto del doppio movimento ribassista tenuto nell’ultimo mese, finendo con l’incrociarsi proprio con la parete inferiore del canale e la trendline citate in precedenza.
Le possibilità per il prezzo dell’oro, con la decisione della Fed sui tassi di interesse, saranno quella di proseguire all’interno del canale verso la sua metà più alta, con primi target price $1.349 e $1.366, o quella di romperlo al ribasso e di tornare al di sotto di quota $1.300.
Se nel medio-lungo termine potranno quindi essere i tassi di interesse reali a determinare il trend dell’oro, per questa settimana e da un punto di vista dell’analisi tecnica sarà importante guardare all’esito della riunione Fed, ormai alle porte.
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