Prezzo petrolio schizza con accordo non-OPEC. Ma quanto durerà? Le previsioni

Cristiana Gagliarducci

12/12/2016

12/12/2016 - 10:17

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Il prezzo del petrolio sfonda la soglia dei $57 a barile dopo la riunione non-OPEC del fine settimana. Cosa è successo a Vienna e quanto durerà il rally?

Prezzo del petrolio in volo con riunione non-OPEC. Le previsioni - Il prezzo del petrolio è schizzato fino a quasi $58 dollari a barile grazie all’ultima riunione di Vienna. Ma quanto durerà il rally?

Durante il weekend i paesi produttori non-OPEC si sono riuniti con i membri del cartello in un secondo meeting austriaco ed hanno raggiunto un accordo storico sulla produzione, in scia di quell’imponente compromesso trovato a fine novembre.

Grazie a questo accordo, il primo dal 2001, il prezzo del petrolio ha raggiunto i massimi di metà 2015 e la speranza è che con i due compromessi storici raggiunti nelle ultime settimane la quotazione si stabilizzerà e il rapporto tra domanda e offerta si bilancerà.

L’accordo raggiunto a Vienna due settimane fa ha stabilito tagli alla produzione di greggio per 1,2 milioni di barili al giorno in modo da portare l’output complessivo a quota 32,5 milioni. Per garantire un’efficace riduzione dell’offerta e dunque una crescita del prezzo del petrolio l’accordo aveva specificato la necessità della partecipazione dei paesi non-OPEC che pare sia stata trovata.

Grazie ai compromessi raggiunti, il prezzo del petrolio Brent scambia in rialzo del 5% a quota 57 dollari, mentre il prezzo del petrolio Wti viaggia a +5,05% e scambia a 54,1 dollari a barile. Cosa prevede questo secondo accordo di Vienna sulla produzione e quanto durerà il rally del prezzo del petrolio che ha preso vita questo fine settimana? Le previsioni.

Prezzo del petrolio, le previsioni: ecco cosa stabilisce l’accordo non-OPEC

Come già anticipato, a determinare il rally del prezzo del petrolio è stato l’accordo raggiunto tra paesi non-OPEC e membri del cartello. I 14 dell’Organizzazione sono scesi a patti con Azerbaigian, Bahrein, Brunei, Guinea Equatoriale, Kazakistan, Malaysia, Messico, Oman, Russia, Sudan e Sud Sudan.

L’accordo raggiunto a Vienna nel weekend prevede che i paesi non-OPEC ridurranno la produzione di 558.000 barili al giorno - contro i 600 mila previsti in precedenza. La riduzione dell’output da parte dei paesi non-OPEC sarà effettiva per 6 mesi e sarà prorogabile per altri 6. Nonostante le scadenze temporali, il prezzo del petrolio non ha potuto che festeggiare il compromesso ed è schizzato ai massimi di metà 2015. L’accordo, se implementato efficacemente, abbasserà l’offerta mondiale di circa 1,8 milioni di barili al giorno.

Prezzo del petrolio in volo con accordo non-OPEC: le previsioni

Secondo quanto affermato da Morgan Stanley, la partecipazioni non-OPEC ai tagli non faranno altro che accentuare le spinte rialziste sul prezzo del petrolio. Si ricordi che dei 558 mila barili citati, ben 300 mila saranno tagliati dalla Russia.

“Una volta che i tagli diverranno effettivi nella prima parte del 2017, il mercato del greggio passerà dal surplus al deficit. Dati i tagli annunciati dall’OPEC ci aspettiamo che il mercato osserverà un deficit di 0,8 milioni di barili al giorno nella prima metà del 2017”,

affermano dalla AB Bernstein. Nonostante le previsioni della maggior parte degli analisti si siano dimostrate ottimiste, non sono mancati gli interventi dei più scettici.
Secondo questa parte di analisti, i produttori presto o tardi ricominceranno ad incrementare la produzione e questo causerà spinte ribassiste sul prezzo del petrolio.

“Nel breve periodo ci sarà un’implementazione dei tagli migliore del previsto che aggiungerà almeno $6 per barile al prezzo del petrolio. Ci aspettiamo, tuttavia, una maggiore risposta dei produttori come gli USA che riporterà la quotazione a $55”,

dicono da Goldman Sachs.

Prezzo del petrolio: le previsioni prima del meeting non-OPEC. Gli ottimisti

Alla vigilia del meeting non-OPEC gli analisti si erano divisi in ottimisti e pessimisti. Sul fronte ottimismo, molti avevano riposto grande fiducia nell’incontro grazie anche all’Azerbaijan il quale non aveva nascosto la sua volontà di recarsi a Vienna armato di proposte per ridurre la produzione di greggio.

Ci sono speranze per ulteriori tagli dato che i paesi non-OPEC sono pronti a cooperare per ridurre la produzione. Ma è ancora incerto se i tagli decisi raggiungeranno i 600 mila barili al giorno necessari a supportare il prezzo del petrolio”,

aveva affermato Tomomichi Akuta, economista senior della Mitsubishi UFJ Research and Consulting.

Prezzo del petrolio: le previsioni prima del meeting non-OPEC. I pessimisti

Non tutti si erano detti convinti della riuscita del meeting con i paesi non-OPEC. Diversi analisti avevano fatto notare la mancata implementazione degli accordi spesso trovati dal cartello. A generare i maggiori dubbi era stata l’Arabia Saudita, il paese più colpito dai tagli decisi a Vienna. Non tutti sono convinti, ancora oggi, che lo Stato accetterà la riduzione della sua quota di mercato conseguente all’accordo OPEC.

A ciò si aggiunga poi il numero di impianti di trivellazione USA in forte crescita. Secondo diversi analisti sarà proprio la produzione americana a rappresentare l’ostacolo maggiore per l’OPEC. A spuntarla, per ora, è stato il fronte degli ottimisti e il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle. Il rally della quotazione continuerà o i tagli decisi non saranno poi implementati? Staremo a vedere come e quanto i membri del cartello e i paesi non-OPEC decideranno davvero di cooperare non solo sulla carta.

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