Petrolio, shale, OPEC, crollo del 10%: cosa sta succedendo?

Crollo del 10% del prezzo a barile in un solo giorno. Motivi, numeri e previsioni del nuovo mercato del greggio.

Il petrolio greggio americano è sceso del 10% venerdì, nella sua più grande caduta della settimana registrata in un unico giorno.
Il Brent - petrolio grezzo di riferimento a livello mondiale - è arrivato a 70 dollari al barile, vista la decisione dell’OPEC di non tagliare la produzione di petrolio.
Gli analisti si affrettano a trovare un nuovo piano di trading.

«Ci sono veramente poche ragioni per comprare il petrolio oggi. I consumatori faranno andare il mercato ancora più in basso oppure si lascerà - semplicemente - che il mercato crolli»

ha detto Tariq Zahir, socio amministratore della Tyche Capital Advisors, New York.

WTI e Brent: i numeri
Il greggio leggero West Texas Intermediate (WTI) è sceso di 7,54 dollari arrivando a 66,15 dollari al barile, con una caduta ulteriore fino ai 65,69 dollari, il prezzo più basso in quattro anni.
L’ultima volta in cui il mercato ha perso il 10% in un solo giorno giorno era a marzo 2009.
Il Brent (LCOc1) è sceso di 2,43 dollari, per il 3,3&, stabilizzandosi sui 70,15 dollari, molto vicino ai 69,78 dollari, il prezzo più basso raggiunto a maggio 2010.
Brent ha registrato un calo del 18% a novembre, per il quinto mese consecutivo di perdita di valore, la più lunga serie di sconfitte dai tempi della crisi finanziaria 2008-2009.

Da giugno, il Brent ha perso circa il 40% del suo valore, partendo dal livello massimo di prezzo di 115 dollari: ma l’aumento produzione di shale oil degli Stati Uniti ha contribuito a creare un eccesso di offerta e a rallentare la crescita globale.

La “svendita” di venerdì ha dato fine alle 24 ore dei mercati globali del greggio, ormai quasi in caduta libera, dopo il rifiuto dell’Arabia Saudita di ascoltare le richieste per una riduzione della produzione, provenienti dai membri più poveri della Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC).

Con il mercato americano ufficialmente chiuso per festa del Ringraziamento giovedì, il WTI è sceso circa dell’8% nel mercato energetico durante la notte, perdite riprese con la riapertura del New York Mercantile Exchange - NYMEX, assistendo poi alla capitolazione del greggio poco prima della chiusura di venerdì.

I mercati azionari
Il volo in picchiata del petrolio si è esteso al mercato azionario, con il rallentamento dei titoli energetici a Wall Street.
Le azioni delle società energetiche di shale oil sono in declino, visto che la soglia dei 70 dollari a barile segna un livello, sotto al quale le forature profonde dei terreni per lo shale non sono più redditizie. Denbury Resources (DNR.N), QEP Resources (QEP.N) e Newfield Exploration (NFX.N) hanno tutti perso più del 15%.

«Il messaggio dell’OPEC è stato abbastanza chiaro: l’OPEC non si fa ancora facendo male perchè è composta da produttori più a basso costo», ha dichiarato Iain Armstrong, analista di petrolio e gas per la Brewin Dolphin a Londra.

«È una questione di chi crolla per primo - l’OPEC o i produttori di shale statunitensi. Più lungo il prezzo del petrolio rimane a questi livelli, maggiore è la possibilità per i produttori di shale di raggiungere una grossa perdita. Ma ci vorrà del tempo.»

Giovedì, il ministro per il petrolio dell’Arabia Saudita ha parlato ai paesi membri dell’OPEC, esortandoli a combattere il boom petrolifero dello shale negli Stati Uniti, rifiutando la proposta del taglio di produzione di greggio al fine di abbassare i prezzi e minare la redditività dei produttori nordamericani.

Previsioni
I trader si sono pronunciati: se il greggio statunitense ha raggiunto il minimo storico di maggio 2010 di 64,24 dollari, si potrebbe riuscire a portare il nuovo minimo sotto i 60 dollari, arrivando vicino ai 58,32 raggiunti a luglio 2009.

«Il WTI potrebbe scendere ancora di un paio di dollari la prossima settimana, e da lì partiranno i test per i nuovi minimi», ha detto John Kilduff di Again Capital.

Aziende Shale parte, azioni di olio maggiore Exxon Mobil Corp (XOM.N) è sceso di oltre il 4 per cento al di sotto 91 dollari, mentre Chevron Corp (CVX.N) ha perso circa il 5 per cento a meno di 109 dollari.

Società di shale oil a parte, le azioni di una grande del petrolio come Exxon Mobil Corp (XOM.N) sono scese di oltre il 4%, al di sotto 91 dollari, mentre Chevron Corp (CVX.N) ha perso circa il 5%, a meno di 109 dollari.

Igor Sechin, figura di riferimento per le società di petrolio più potenti in Russia, sostiene che il petrolio possa scendere sotto i 60 dollari, o ancora di più, entro la metà del prossimo anno. I trader però stanno scommettendo sui 65 dollari per l’inizio dell’anno.

Fonte: Reuters

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