Prescrizione risarcimento danni: i termini previsti dalla legge

Isabella Policarpio

27/09/2019

22/06/2021 - 13:13

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Anche il risarcimento danni è soggetto a prescrizione. Vediamo i termini da rispettare e come evitare che il decorso del tempo faccia perdere questo diritto.

Quali termini di prescrizione per il risarcimento danni? Il nostro ordinamento prevede che se un diritto non viene esercitato entro un certo lasso di tempo questo si considera estinto. Tale principio prende il nome di prescrizione e colpisce anche la richiesta di risarcimento danni.

Gli anni di prescrizione sono tassativamente stabiliti per legge e variano in base all’entità del diritto in ballo. Per esempio l’ordinamento differenzia le ipotesi di risarcimento danni generico da quello per danni derivanti dalla circolazione dei veicoli, come avremo modo di approfondire più avanti. Vi sono poi delle circostanze che provocano l’interruzione e la sospensione della prescrizione.

In questo articolo faremo chiarezza su tutta la disciplina e indicheremo i termini di prescrizione dell’azione di risarcimento per le più diffuse categorie di danno.

Prescrizione del risarcimento danni, che vuol dire esattamente?

Ogni diritto si estingue per effetto dell’inutile trascorrere del tempo, anche la richiesta di risarcimento danni. La disciplina a cui fare riferimento è contenuta nell’articolo 2947 del Codice civile che recita:

“Il diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito si prescrive in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.”

A questa regola generale è prevista una importante eccezione: se il danno è stato prodotto a causa della violazione di una norma del Codice della strada, il diritto si prescrive nel termine breve di 2 anni.

Ricapitolando, se un soggetto ha diritto al risarcimento ma non lo esercita per 5 o 2 anni, dipende dalla tipologia di danno, non potrà più agire in giudizio per ricevere la somma di denaro corrispondente alla lesione.

Ma se il comportamento che ha causato il danno integra una fattispecie di reato, come ad esempio un tentato omicidio, si applicherà il termine di prescrizionale più ampio previsto.

Prescrizione risarcimento danni, da quando decorrono i termini?

Ora che abbiamo visto dopo quanti anni la richiesta di risarcimento danni cade in prescrizione, vediamo da quando bisogna far decorrere il termine.

Come precisato dal Codice civile, i termini decorrono dal momento in cui si è verificato il danno che può anche non coincidere con il momento in cui è stato commesso il fatto illecito. Facciamo un esempio: se un’azienda utilizza materiali pericolosi tali da provocare danni irreversibili alla salute dei lavoratori, i termini di prescrizione del risarcimento inizieranno a decorrere al momento della manifestazione della malattia, anche quando questa presenta i primi sintomi dopo molti anni.

Si può evitare la prescrizione del diritto?

Evitare la prescrizione del risarcimento danni è possibile grazie a due istituti: la sospensione e l’interruzione dei termini.

La sospensione comporta lo stop momentaneo del trascorrere dei termini in particolari circostanze, alla fine delle quali il termine prescrizionale comincerà a decorrere nuovamente. Precisamente la sospensione opera quando il processo in corso viene sospeso oppure la questione viene deferita ad un altro giudizio.

La sospensione non va confusa con l’interruzione dei termini di prescrizione. Quest’ultima si verifica quando il titolare del diritto compie un atto o un’azione che manifestano la volontà di esercitare il diritto stesso, ad esempio un atto di cognizione, conservazione o esecuzione del giudizio. A partire da questa azione il vecchio termine di prescrizione si interrompe definitivamente e ne inizia uno nuovo della stessa durata.

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