Aumenta la spesa dello Stato per Poste Italiane mentre la rete elettrica di Ferrovie dello Stato dovrebbe passare a Terna: ecco le proposte del Governo sulle controllate statali.
Con un pacchetto di venti emendamenti alla Legge di Stabilità 2015, attualmente in discussione al Senato, il Governo Renzi propone molteplici cambiamenti nello scenario delle società controllate dallo Stato Italiano. Le novità più importanti riguardano Poste Italiane e la rete elettrica di Ferrovie dello Stato destinata a passare a Terna.
Poste Italiane
Le misure relative a Poste Italiane sono state proposte in esecuzione di una sentenza europea e sono finalizzate a facilitare il collocamento di Poste Italiane in borsa, previsto per il 2015, allo scopo di continuare il piano di dismissioni del Governo e racimolare denaro fresco da far confluire nelle casse dello Stato.
Per il 2015 è infatti in cantiere la collocazione sul mercato del 40% di Poste Italiane, proprio per questo, il Governo ha deciso di stimolare l’interesse degli investitori autorizzando una spesa di 535 milioni a favore del gruppo.
In un secondo emendamento sempre riguardante Poste Italiane, il Governo ha previsto una riduzione graduale degli oneri di fornitura del servizio postale, garantendone la sostenibilità finanziaria nel tempo. Ciò significa, in altri termini, che per ragioni di particolare natura infrastrutturale, il gruppo Poste Italiane potrebbe derogare ai propri obblighi di servizio universale e fornire i servizi (come la consegna della posta) di cui è, al momento, titolare in maniera più ridotta rispetto alle modalità attuali, soprattutto nei piccoli centri.
Gli emendamenti presentati dal Governo fanno seguito a un incontro di ieri tra il premier Renzi e l’Ad di Poste Italiane Francesco Caio, incentrato sul nuovo piano industriale di Poste Italiane. I fondi stanziati al Governo non sono l’unica novità relativa a Poste Italiane: mentre il governo punta a collocare il 40% del gruppo nel 2015, per ottenere un incasso stimato tra i 4 e i 4,8 miliardi di euro, il nuovo piano industriale potrebbe comportare una riduzione degli attuali 13.000 sportelli con la chiusura di 500-600 uffici mentre, per ora, sono stati smentiti i possibili 17000-20000 esuberi.
FS e Terna
Un altro emendamento contenuto nel pacchetto dismissioni, prevederebbe il passaggio della rete elettrica di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato, nella rete di Terna. In tal modo, la quota pubblica di proventi derivanti dalla cessione, potranno essere impiegati da Ferrovie dello Stato, in investimenti sulla rete ferroviaria, in base agli accordi precedentemente stipulati tra il Ministero dei Trasporti e la Rete Ferroviaria Italiana. Con questa norma le reti elettriche di Ferrovie dello Stato saranno inserite nella rete di trasmissione nazionale di energia elettrica e adotteranno le procedure relative. Questa seconda proposta dell’esecutivo non comporterà oneri maggiori per la finanza pubblica.
Si tratta senza dubbio di un’operazione molto complessa dal momento che l’emendamento presentato dall’esecutivo prevede che le reti elettriche in alta e altissima tensione e le relative porzioni di stazioni di proprietà di Ferrovie dello Stato siano acquisite dal gestore del sistema di trasmissione nazionale (Terna) o da una società controllata da quest’ultimo. Quando l’acquisizione sarà completata le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e tutti gli altri provvedimenti amministrativi saranno assegnati e indirizzati a Terna o, comunque, a una società da questa controllata e costituita appositamente per la gestione della rete elettrica di Ferrovie dello Stato.