Pignoramento: presso terzi, mobiliare e immobiliare. La guida con le informazioni utili

Pignoramento, cos’è? È l’atto con il quale inizia il processo esecutivo di espropriazione forzata dei beni del debitore. Ecco una guida al pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi.

Pignoramento: presso terzi, mobiliare e immobiliare. La guida con le informazioni utili

Il pignoramento è una procedura esecutiva che dà inizio all’espropriazione forzata per il recupero delle somme iscritte a ruolo.

In particolare si arriva al pignoramento per i debiti più rilevanti per i quali persiste il mancato pagamento e solo con le condizioni previste dalla normativa, la quale prevede il pignoramento mobiliare e immobiliare, con la messa all’asta dei beni, e il pignoramento di crediti presso terzi, se il debitore vanta nei confronti di un terzo un credito che il debitore può riscuotere nei limiti di quanto dovuto.

Quindi se un cittadino ha un debito nei confronti di una banca, di un’azienda, o di un altro cittadino privato, questi possono adottare diversi strumenti per recuperare il debito. L’ultimo atto, quello più estremo, prevede un’azione legale che culmina nel pignoramento.

Pignoramento che può essere mobiliare o immobiliare; prima di arrivare a questo atto “estremo”, però, al debitore vengono date diverse possibilità per restituire il debito. Vediamo quali sono.

Debitori: come si arriva al pignoramento

Il primo atto con cui l’Autorità giudiziaria agisce nei confronti del debitore è il decreto ingiuntivo. Questo impone al debitore di pagare il debito entro 40 giorni dalla notifica dell’ingiunzione. A sua volta, il debitore può scegliere di:

  • opporsi all’ingiunzione di pagamento, entro i 40 giorni dalla notifica, indicando una motivazione legittima per cui non può pagare;
  • piano di rientro: il debitore può contattare il creditore e proporre una soluzione transattiva;
  • non procedere in alcun modo.

Se il debitore sceglie la terza opzione e quindi non reagisce al decreto di ingiunzione, il creditore può far notificare un precetto. Con quest’atto il debitore deve pagare non solo la somma imposta nel decreto, ma anche gli interessi moratori e le spese legali.

Anche in questo caso il debitore può opporsi al precetto, contattare il debitore per una soluzione transattiva, oppure non fare nulla.

Se anche questa volta il debitore non fa nulla dopo la notifica dell’atto, allora si procederà con il pignoramento. Come abbiamo già anticipato, questo può essere di due tipi: mobiliare o immobiliare. Vediamo nel dettaglio quali sono le differenze.

Pignoramento mobiliare

Nel caso del pignoramento mobiliare di beni di proprietà del debitore, che si trovino presso l’abitazione o nei locali dove il debitore svolge l’attività professionale, commerciale o artigianale, suddetti beni vengono messi all’asta, a meno che non si tratti di beni necessari per l’attività di impresa, è possibile che vengano pignorati nel limite di 1/5, quando il valore degli altri beni non è sufficiente per la soddisfazione del credito.

Pignoramento immobiliare

Il pignoramento immobiliare è l’atto esecutivo tramite il quale inizia la vendita all’asta dell’immobile, se il contribuente, successivamente all’iscrizione d’ipoteca, non paga il debito. Come abbiamo accennato questo tipo di pignoramento è possibile:

  • per i debiti più rilevanti;
  • con determinate condizioni stabilite dalla normativa.

Ci sono dei casi in cui il pignoramento immobiliare non può essere eseguito, ovvero quando l’immobile:

  • è destinato a uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente;
  • è l’unico immobile di proprietà del debitore;
  • non è di lusso, quindi una villa (A/8), un castello o un palazzo di pregio artistico o storico (A/9).

In tutti gli altri casi è possibile pignorare l’immobile solo se:

  • l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120.000 euro;
  • sono passati sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

Il contribuente, in accordo con Equitalia, può decidere di vendere personalmente l’immobile pignorato, o ipotecato, versando l’intero ricavo (l’eventuale differenza tra quanto incassato e quanto dovuto è restituita entro 10 giorni dall’incasso).

Pignoramento dei crediti presso terzi

Per pignoramento presso terzi si intende quell’atto con il quale al creditore vengono assegnati i beni del debitore che questo però non possiede ancora. Solitamente si tratta di somme di denaro che devono essere ancora versate, come ad esempio lo stipendio o la pensione.

In questo caso quindi l’atto di pignoramento non viene notificato solamente al debitore, ma anche a quelli che a loro volta sono debitori del debitore (o “terzo pignorato”).

Il terzo pignorato quindi deve consegnare tutte le somme che deve al debitore direttamente al creditore procedente.

Equitalia ad esempio può recuperare il debito tramite terzi (il debitore può contestare la misura entro 60 giorni). Quando si tratta di somme quali stipendio o pensione, il pignoramento nei confronti di persone con difficoltà economiche è più leggero:

  • se lo stipendio mensile non supera 2.500 euro, la quota pignorabile è un decimo;
  • per somme mensili comprese tra 2.500 e 5.000 euro è un settimo;
  • se lo stipendio mensile supera i 5.000 euro, la quota massima che si può pignorare è un quinto.

Nonostante Equitalia possa recuperare il credito presso terzi, la recente normativa ha disposto che il pignoramento non può avvenire sull’ultimo stipendio o pensione, già affluito nel suo c/c e quindi nella sua totale disponibilità.

Per maggiori informazioni sul pignoramento presso terzi e sugli obblighi in capo alla figura del terzo pignorato vi consigliamo di leggere la nostra guida di approfondimento.

Pignoramento: le novità della riforma di giustizia

Prevista dal decreto legislativo n°83 del 2015, la riforma della giustizia ha introdotto diverse novità per il pignoramento.

Una di queste è quella per cui viene consentito al debitore di sostituire le cose pignorate con una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante prima che queste vengano messe in vendita.

Se sono stati pignorati beni mobili o immobili, quindi, il giudice può stabilire una somma di denaro sostitutiva e può disporre, qualora ce ne siano i motivi, che il debitore la versi in rateizzazioni mensili per un massimo di 36 mesi.

Il debitore però deve essere puntuale nel pagamento delle rate; la norma infatti prevede che al superamento del 15° giorno dalla scadenza per il pagamento, tutte le somme precedentemente versate rientrano tra i beni pignorati, mentre tutti i mobili o immobili già pignorati saranno messi in vendita.

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti per ricevere le news su Pignoramento

Argomenti:

Equitalia Pignoramento

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.