Piazza Affari perde il 4,7%: banche sotto assedio, spread a 147

Nicola D’Antuono

9 Febbraio 2016 - 06:40

Non si ferma la caduta di Piazza Affari, che ieri ha perso quasi il 5% del proprio valore. Banche sempre più giù e ora risale anche lo spread (quasi a 150)

Piazza Affari perde il 4,7%: banche sotto assedio, spread a 147

La borsa di Milano è stata nuovamente attaccata dalla speculazione ribassista, che tra l’altro oggi a messo a ferro e fuoco tutti i listini azionari europei (Atene -10%) senza risparmiare nemmeno gli indici più importanti di Wall Street. A Piazza Affari l’indice FTSE MIB40 ha perso il 4,69% a 16.441 punti, trascinato sui minimi più bassi dall’estate del 2013 dal crollo dei titoli bancari. Risale con decisione anche lo spread Btp-Bund, che ha chiuso la seduta di ieri a quota 147 punti base. Da inizio anno l’indice di borsa milanese perde già il 32,5%. Da un punto di vista tecnico, sembra proprio che la discesa non dovrebbe avere fine nel breve termine: il prossimo target è posto a 15mila punti.

Il titolo peggiore è stato Saipem, che ha ceduto più del 25% chiudendo sotto 0,4€. Le azioni della società petrolifera milanese sono ormai sui minimi degli ultimi 16 anni, ma anche qui il crollo dovrebbe proseguire ancora nelle prossime sessioni. Il settore bancario resta senza dubbio quello più colpito dalle vendite, in scia all’entrata in vigore della nuova procedura di bail-in, all’incertezza sulla bad bank e sulle future aggregazioni tra banche popolari. Ieri il titolio bancario peggiore è stato ancora una volta Banca Mps, con una perdita dell’11,95% a 0,5195€. Perdite comprese tra il 9% e il 12% sono state evidenziate anche da Bca Carige, Bper, Ubi Banca, Mediobanca, Creval, Bca Popolare di Milano e Banco Popolare.

Tra i titoli industriali, invece, spicca la debacle delle azioni Fiat Chrysler Automobiles, in calo del 9,88% a 5,38€. Il titolo del gruppo automobilistico italo-americano è sceso sui livelli più bassi da fine ottobre 2014. Giù anche la controllante Exor, la holding della famiglia Agnelli, che ha mostrato un passivo del 9,4% a 24,67€. I titoli meno colpiti dalle violente vendite di ieri sono stati quelli del comparto delle utility, che storicamente hanno spesso dimostrato di difendersi meglio in queste fasi di grande turbolenza. Le azioni Enel hanno perso solo l’1,35% a 1,498€, mentre Snam ha ceduto l’1,98% a 4,84€. Più marcata, invece, è stata la flessione di Terna (-2,93% a 4,576€).