L’indice FTSE MIB40 della borsa milanese ha chiuso il 2014 con una variazione appena superiore alla parità. Bene il reddito fisso: tassi Btp decennali ai minimi sotto l’1,9%
Il 2014 si è chiuso con un nulla di fatto per Piazza Affari, dove gli investitori hanno preferito concentrarsi maggiormente sul mercato obbligazionario piuttosto che sull’azionario. L’indice di borsa italiana FTSE MIB40 ha comunque chiuso l’anno sopra i 19mila punti, anche se a giugno scorso era riuscito temporaneamente a superare anche quota 22.500 punti. La discesa della quotazione dai top dell’anno può essere riconducibile alle difficoltà dell’economia italiana, ancora alle prese con una disoccupazione record e con una implacabile recessione.
L’indice FTSE MIB40 ha guadagnato lo 0,23%, con la capitalizzazione complessiva di tutte le società quotate a Borsa Italiana salita a 470,4 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 438,2 miliardi di euro dello scorso anno. La market cap della borsa milanese ha così toccato un valore pari al 29,1% del pil, meglio del 28,1% dello scorso anno. La media giornaliera degli scambi è cresciuta quasi del 34%, toccando quota 2,9 miliardi di euro. La media dei contratti scambiati ogni giorno ha superato le 264mila unità (+17% rispetto al 2013).
Buone notizie sul fronte degli sbarchi in borsa. Ci sono state 26 Ipo, delle quali 5 sull’MTA (Anima, Cerved, Fineco, Fincantieri, RaiWay) e 21 sull’AIM Italia. L’azione di borsa più scambiata è stata Unicredit, sia per controvalore che per numero di contratti. Sul fronte del reddito fisso continua a stupire il Btp, che ieri ha raggiunto un nuovo record sui tassi decennali al minimo storico dell’1,881%. Nuovi record assoluti per i rendimenti del Btp anche in asta. Lo spread Btp-Bund ha chiuso a quota 134 punti base.
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