Piano vaccinale Covid in Italia: modalità, tempistiche e funzionamento

Alessandro Cipolla

5 Gennaio 2021 - 09:39

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Il piano vaccinale anti-Covid è iniziato in Italia: la modalità, le tempistiche e il funzionamento della somministrazione nel nostro Paese.

Piano vaccinale Covid in Italia: modalità, tempistiche e funzionamento

Il piano vaccinale anti-Covid è ufficialmente iniziato lo scorso 27 dicembre in Italia così come nel resto dell’Unione, con il primo vaccino che è stato somministrato a una infermiera dello Spallanzani.

Dopo questo primo momento più che altro simbolico e che ha riguardato quasi 10.000 persone, la regolare vaccinazione delle categorie a cui verrà data la precedenza (personale sanitario e ospiti delle Rsa) sta adesso entrando a pieno regime.

Per il commissario straordinario Domenico Arcuri l’obiettivo è quello di “poter vaccinare in una stagione a cavallo tra la prossima estate e il prossimo autunno tutti gli italiani che lo vorranno”.

Nel frattempo sempre Arcuri ha assicurato che la sua struttura è “pronta sotto ogni punto di vista”, con il piano nazionale per il vaccino anti-Covid che a inizio dicembre è stato presentato dal ministro Speranza e poi approvato dal Parlamento.

L’Italia così ha opzionato 202 milioni di dosi di vaccino, un numero più che sufficiente considerando che occorrerà fare anche un richiamo, con Bruxelles che gestirà la distribuzione in base alla situazione sanitaria legata al Covid nei singoli Stati membri.

Il piano vaccini anti-Covid in Italia

Nelle sue comunicazioni al Senato, Roberto Speranza ha illustrato il piano vaccini anti-Covid in Italia, annunciando al tempo stesso che ci sarà una sorveglianza immunologica sulla sicurezza dei vaccini monitorando eventuali eventi avversi.

Per prima cosa è stata ribadita la volontà del governo, nonostante alcuni sondaggi che andrebbero a evidenziare uno scetticismo di fondo degli italiani, di non rendere il vaccino obbligatorio, anche se per raggiungere l’immunità di gregge secondo Giovanni Rezza si dovrà vaccinare “tra il 60 e il 70% della popolazione”.

In questa campagna vaccinale di massa, il ministro ha fatto sapere che “saranno coinvolti ambulatori vaccinali, medici di famiglia e sanità militare”, con anche l’Esercito che così sarà in campo soprattutto per il trasporto delle fiale.

Il primo vaccino arrivato è quello di Pfizer: in base agli accordi stretti da Bruxelles con la casa farmaceutica, viste le modalità di distribuzione dell’Europa in Italia il colosso americano invierà nel 2021 in totale 40 milioni di dosi.

A breve l’EMA dovrebbe dare il suo via libera anche per il vaccino elaborato da Moderna, con ulteriori 20 milioni di dosi che così arriveranno in Italia quest’anno. Per vaccinare il 70% della popolazione (42 milioni di cittadini) occorreranno però 84 milioni di dosi.

Da soli Pfizer e Moderna non basteranno per garantire al nostro Paese l’immunità di gregge: si dovrà aspettare quindi l’arrivo anche dei vaccini di AstraZeneca, CureVac, Johnson & Johnson e Sanofi per avere una copertura totale.

Come funzionerà

Considerando che servirà poi fare un richiamo dopo tre settimane, inizialmente saranno vaccinati 1,7 milioni di italiani. I primi a cui sarà riservato il siero sono gli operatori del sistema sanitario, seguiti dagli ospiti delle Rsa e dagli over 80.

Difficilmente entro il primo trimestre del 2021 in Italia dovrebbero arrivare tutte le 202 milioni di dosi a cui Speranza ha fatto riferimento nel suo intervento al Senato: le 40 milioni di Sanofi arriveranno tra il secondo e il terzo trimestre, mentre anche per AstraZeneca ci dovrebbero essere dei ritardi.

Come ci sarà disponibilità, si inizierà poi a vaccinare tra aprile e giugno gli over 60, gli insegnanti, il personale scolastico i fornitori di servizi pubblici essenziali, gli operatori del trasporto pubblico locale, il personale carcerario, i detenuti e tutte le persone che per il loro quadro clinico sono più a rischio.

Tra l’estate e l’autunno poi sarà la volta di tutto il resto della popolazione portando così a termine la campagna di vaccinazione, per raggiungere quella immunità di gregge fondamentale per superare l’emergenza.

A partire da febbraio dovrebbe così essere possibile per la popolazione richiedente di iniziare a prenotarsi per il vaccino, che avverrà tramite un apposito sistema informatico. Saranno poi le rispettive Asl ad avvertire i cittadini che, nel caso di chi non può muoversi, saranno vaccinati nelle proprie abitazioni.

Il piano vaccini contiene anche le indicazioni su come verrà organizzata la logistica dei trasporti e della conservazione, oltre che le linee guida su come sarà gestita la somministrazione ai cittadini.

Abbiamo consolidato i 296 punti di somministrazione, che potranno diventare 300, in tutto il territorio nazionale e abbiamo verificato l’esistenza delle celle frigorifere per conservare il vaccino - ha spiegato Domenico Arcuri - Le Regioni hanno avviato una prima sessione nella verifica delle adesioni del personale sanitario, dalle prime ancora poco significative informazioni e risultanze sembra che ci dia un conforto anche superiore alle nostre aspettative”.

Vista questa vaccinazione di massa ormai alle porte, sono previsti dei bandi per medici neolaureati e infermieri, che andranno così ad affiancare il personale che già al momento si occupa dei vaccini antinfluenzali.

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