Petrolio: prezzi in ribasso dopo le scorte USA, cosa aspettarsi?

I prezzi del greggio continuano a scendere dopo il dato sulle scorte USA di ieri pomeriggio, che sono aumentate più delle stime degli analisti. Analisi e previsioni per le prossime sedute.

Il West Texas Intermediate (WTI) continua a scendere nel mese di novembre, registrando un ribasso da inizio mese del 10% e di oltre il 14% dai massimi mensili di 48,36 dollari a barile.

A metà seduta borsistica europea il WTI viene scambiato a 41,92 dollari, in rialzo dello 0,74% dopo aver toccato il minimo di oltre 2 mesi a 41,40$.

Il crollo di questo mese è influenzato dal dato sulle scorte USA diffuso ieri, che si sono attestate a 4,224 milioni, ben oltre le aspettative degli analisti che vedevano le scorte a 1,016 milioni di barili.

La produzione di petrolio supera la domanda, secondo le ultime stime degli analisti,di una quantità compresa tra 0,7 e 2,5 milioni di barili al giorno.

L’Opec prevede che il surplus di produzione prosegua anche per il 2016, anche se non ai livelli di produzione che hanno caratterizzato l’anno che sta per concludersi.

Inoltre ci sono operatori di mercato che si stanno preparando ad ulteriori ribassi di prezzo, ipotizzando addirittura che per il primo semestre 2016 i prezzi saranno compresi tra 40 e 25 dollari.

Petrolio ai minimi: l’opinione degli analisti

Phillip Futures, broker di Singapore, in una nota ha commentato l’aumento delle scorte USA:

I prezzi del petrolio scendono perchè le scorte di magazzino aumentano e la produzione è elevata e non accenna ad arrestarsi.

Banca ANZ pensa che un “recupero entro l’anno dei prezzi sia improbabile, poichè il dollaro USA rimane forte e sono presenti forti preoccupazioni per le economie emergenti.”

Queste opinioni si aggiungono alle previsioni dell’ AIE, che stima prezzi in rialzo solo nella seconda metà del 2016, nella migliore delle ipotesi.

Petrolio: analisi tecnica prossime sedute

Il WTI è fortemente sotto pressione, e a livello tecnico gli indicatori lasciano presagire che ci sia spazio per ulteriori ribassi nel breve termine.
I supporti di prezzo più immediati sono individuati pertanto a 41,10 e a 40,30 dollari. La rottura di questi livelli al ribasso porterebbe il WTI verso i minimi annuali di 38 dollari.
Le resistenze in caso di rimbalzo sono poste invece a 42,25 e 43,30, massimo di ieri.

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