Petrolio: nel 2016 tornerà equilibrio dei prezzi - report Opec

Il report mensile dell’Opec, così come il ministro del petrolio Saudita, mostra fiducia per il 2016. L’Oman intanto ha dichiarato di essere disposto a tagliare la produzione.

Nonostante il ritorno sul mercato petrolifero dell’Iran, grazie alla rimozione delle sanzioni relative all’accordo sul nucleare, l’Opec prevede che i prezzi del petrolio si riequilibreranno nel corso dell’anno mostrando dunque ottimismo sull’evoluzione futura dei prezzi del greggio.

Secondo il report mensile dell’organizzazione petrolifera, il minor apporto dell’offerta da parte dei Paesi non-Opec aiuterà le quotazioni dell’oro nero a riequilibrarsi. Nel frattempo, il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita si è detto fiducioso sul rialzo dei prezzi del petrolio per il 2016 mentre l’Oman sembra pronto a tagliare la produzione.

Report Opec: nel 2016 prezzi risaliranno grazie a diminuita offerta da Paesi rivali

Il ritorno sul mercato del greggio da parte dell’Iran in seguito alla rimozione delle sanzioni relative al nucleare non sembra scalfire le previsioni ottimistiche dell’Opec.

Secondo il report mensile pubblicato dalla stessa organizzazione, nel 2016 i prezzi del greggio si riequilibreranno grazie al minor apporto di offerta da parte dei Paesi non-Opec, colpiti duramente dal crollo dei prezzi del greggio.

Il report sottolinea come dopo 7 anni consecutivi di crescita della fornitura da parte dei Paesi non-Opec, il 2016 rappresenta un punto di declino per questi ultimi visti i profondi tagli degli investimenti nel settore.

L’Opec si aspetta che durante quest’anno la fornitura giornaliera dei Paesi extra-Opec scenderà di quasi 700.000 barili al giorno grazie ai tagli degli investimenti in infrastrutture e ricerca di pozzi.

L’organizzazione petrolifera si aspetta quest’anno il maggior declino di produzione per gli USA, con le previsioni che vedono un calo di 400.000 barili al giorno. L’Opec vede una certa vulnerabilità anche da Paesi come Canada, Norvegia, America Latina ed alcuni Stati asiatici.

La produzione di petrolio da parte dell’Opec rimane invece elevata nonostante il calo di Dicembre che ha registrato -200.000 barili al giorno, grazie al minor apporto di Nigeria, Arabia Saudita e Iraq. Dal lato della domanda, l’Opec si aspetta un incremento per quest’anno da 1,7 milioni di barili giornalieri a 31,6 milioni.

Ministro del petrolio Arabia Saudita: fiducia per riequilibrio dei prezzi

Ottimista anche il ministro per il petrolio dell’Arabia Saudita, Ali al-Naimi. Secondo il ministro, una maggiore cooperazione tra i grandi produttori di petrolio aiuterà la stabilità dei prezzi del greggio.

Al-Naimi ha dichiarato che il mercato petrolifero ha assistito, durante la sua lunga storia, a periodi di instabilità, a forti fluttuazioni dei prezzi e a cicli “petro-economici”. Questo è uno di questi cicli: le forze di mercato e la cooperazione tra Paesi produttori riporteranno la stabilità come accaduto già in passato.

L’Opec miete la prima vittima: Oman pronto a taglio della produzione di greggio

Le politiche dell’Opec e il ritorno sul mercato dell’Iran mietono la prima vittima. L’Oman, che è uno dei maggiori produttori di petrolio tra i Paesi non-Opec, è pronto a tagliare la produzione di greggio.

Il ministro del petrolio dell’Oman, Mohammed bin Hamad al-Rumhy, ha dichiarato che il Paese sarebbe pronto a tagliare tra il 5% ed il 10% della sua produzione totale nel caso altri produttori non-Opec decidessero di fare lo stesso per stabilizzare il mercato del petrolio.

Non è escluso che altri Paesi, facenti parte anche dell’Opec, decidano di tagliare la produzione. Recentemente sia il ministro del petrolio del Venezuela che quello della Nigeria hanno richiesto una riunione d’emergenza dell’Opec per discutere di un eventuale taglio alla produzione.

Il ministro nigeriano ha inoltre fatto sapere che già 2 Paesi membri dell’Opec hanno inoltrato richiesta formale per tale meeting di emergenza anche se non è stato reso noto di quali Stati si tratti.

Fonte: marketwatch.com

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