Petrolio:l’AIE rivede le sue previsioni. Domanda di petrolio in aumento fino al 2016. Il greggio a $100 è un rischio.

Nadia Fusar Poli

16 Giugno 2011 - 14:13

Petrolio:l’AIE rivede le sue previsioni. Domanda di petrolio in aumento fino al 2016. Il greggio a $100 è un rischio.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha alzato le sue previsioni per la crescita globale della domanda di petrolio all’1,3 per cento annui per i prossimi cinque anni, avvertendo che gli aumenti dei prezzi pregiudicheranno la ripresa.

Il consumo aumenterà a 95,3 milioni di barili al giorno nel 2016, dagli 88 milioni di barili giornalieri nel 2010. I prezzi del greggio peseranno sulla nazioni sviluppate che compongono l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo.

«La resilienza delle economie emergenti, che hanno navigato relativamente indenni attraverso le acque agitate della Grande Recessione dal 2008 al 2009, probabilmente altererà l’equilibrio del potere economico globale», ha detto l’AIE. «I prezzi intorno ai $100 stanno appesantendo la già fragile situazione macroeconomica e finanziaria all’interno dell’ OCSE.»

Il consumo globale di petrolio aumenterà di 1,2 milioni di barili al giorno, ovvero dell’1,3 per cento all’anno per i prossimi cinque anni. Che si taduce in 700.000 al giorno in più rispetto alle ultime previsioni dell’agenzia per il quinquennio 2010-2015. E si prevede che questo lascerà un cuscino «abbastanza sottile» della capacità produttiva di riserva.

«Questo aumento della domanda sarà la conseguenza di una crescita economica sostenuta», concentrata in Asia, Medio Oriente e America Latina, secondo l’AIE.

«L’aggiornamento da parte dell’AIE sul tasso di crescita è abbastanza consistente, anche se il fatto che sarà la Cina a guidare questa crescita non è una novità», ha dichiarato Andrey Kryuchenkov, analista di VTB Capital a Londra. «Se è vero che la corsa dei prezzi a lungo termine oltre i 100 dollari potrebbe essere dannosa per le economie sviluppate, penso che avremmo bisogno di vedere livelli ancora più alti per ferire realmente la domanda.»

I futures sul Brent sono avanzati del 20 per cento questo anno, e scambiati oggi a 114 dollari al barile a Londra: aumenta il consumo mondiale e la situazione di conflitto in corso rallenta le esportazioni dalla Libia, titolare della più grandi riserve africane.

La capacità di produzione mondiale di petrolio è destinata ad accelerare a 1,1 milioni di barili ogni anno, a 100,6 milioni al giorno entro il 2016. Dato che si confronta con i 93,8 milioni dell’ anno scorso.

La capacità tra i membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio tenderà probabilmente ad espandersi a 37,85 milioni di barili al giorno nel 2016, da 35,72 milioni di barili al giorno nel 2010, soprattutto a causa della maggiore produzione in Iraq, Angola e negli Emirati Arabi Uniti, l’AIE.

«C’è un chiaro bisogno per l’organizzazione di aumentare l’ offerta» quest’anno, ha detto oggi l’agenzia in un rapporto separato. L’Arabia Saudita l’8 giugno ha promesso che manterrà a livelli adeguati la fornitura ai mercati. Lo stesso giorno la riunione dell’OPEC non era riuscita a raggiungere un accordo sulla produzione.

I 12 membri dell’OPEC devono fornire 30,7 milioni di barili al giorno nel terzo trimestre, pari a circa 1,5 milioni in più di quanto è stato pompato a maggio, secondo il Market Report mensile dell’AIE.

La produzione libica, che è scesa a 200.000 barili al giorno dai livellil pre-conflitto che si attestavano a circa 1,6 milioni, si riprenderà gradualmente a partire dal 2012. L’AIE non si aspetta che il Paese pomperà volumi pieni fino al 2015.

L’Iraq incrementerà la capacità di produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili al giorno, sino a 4,1 milioni entro il 2016.

Le forniture non-OPEC saranno incrementate a 55,4 milioni di barili al giorno nel 2016, rispetto ai 52,7 milioni di barili nel 2010.