Petrolio in calo: il CME innalza i margini di garanzia sui futures Wti. Sui mercati asiatici il prezzo del greggio diminuisce mentre le importazioni della Cina segnano il terzo massimo di sempre.

Nadia Fusar Poli

10 Maggio 2011 - 15:16

Petrolio in calo: il CME innalza i margini di garanzia sui futures Wti. Sui mercati asiatici il prezzo del greggio diminuisce mentre le importazioni della Cina  segnano il terzo massimo di sempre.

Il CME Group, la più grande e diversificata Borsa finanziaria nonchè il maggior mercato di contratti a termine e d’opzione del mondo, ha deciso di aumentare i margini come garanzia per le transazioni sui futures del petrolio al Nymex, portandoli a $ 8,438 per contratto, da 6,750 dollari (con efficacia dopo la chiusura delle contrattazioni di oggi).
Si tratta del quarto adeguamento dallo scorso febbraio ed alza di 1.250 dollari i margini di garanzia sui futures Wti portandoli da 5mila a 6.250 dollari per contratto. Dai 3.750 dollari per contratto di febbraio, l’aumento del costo delle transazioni è del 67%. Una mossa che rende più oneroso e rischioso tenere aperte posizioni di lungo termine.
«La domanda negli Stati Uniti è ancora un po’ debole», afferma Eliane Tanner, analista di Bank Sarasin & Cie a Zurigo. «Ma la domanda proveniente dai mercati emergenti è ancora forte. La correzione è stata esagerata. La situazione di approvvigionamento in Medio Oriente e in Nord Africa non è ancora risolta e i fondamentali economici e geopolitici, a differenza dell’argento, stanno supportando le quotazioni dell’oro nero.»
Il Wti scadenza giugno viene scambiato a metà mattinata a 101,67 dollari il barile, in calo di 88 centesimi sulla chiusura ufficial del Nymex. Nella notte era sceso di oltre 2 dollari fino a d un minimo di 100,37 dollari. A Londra il Brent di giugno è sceso fino a 113, 58 (-2,12 dollari) per poi risalire a 115,59 (-0,30%) con un picco fino a 116,06 dollari. Ieri a New York il Wti di giugno, dopo un massimo intraday a 103,14 dollari al barile, ha finito la seduta a 102,55 dollari al barile, in rialzo di 5,37 dollari (+5,5%).
Mentre il greggio frenava, il recupero del dollaro, così come le aspettative di un possibile aumento delle scorte americane, attenuava l’attrattiva di investimenti in commodities. L’indice del dollaro, una misura del biglietto verde contro le sei principali valute, è salita dello 0,4%, a 75.005.

Scorte

Le scorte di greggio negli US sono aumentate di 1,5 milioni di barili da 366.5 milioni nella settimana terminata il 6 maggio, secondo le stime degli analisti interpellati da Bloomberg News prima della relazione di domani del Dipartimento di Energia.
I dati della bilancia commerciale cinese channo segnalato una crescita delle importazioni di petrolio in aprile dell’1,7% a 5,24 milioni di barili al giorni, il terzo massimo di sempre
Le importazioni di greggio netto da parte delle Cina, la cui crescita economica è la più rapida al mondo, sono salite del 3 per cento in aprile rispetto al mese precedente, mentre le raffinerie hanno aumentato la produzione di combustibile per la fornitura alle fabbriche.
Le importazioni nette sono avanzate di 21.25 milioni di tonnellate lo scorso mese, o 5,2 milioni di barili al giorno, secondo i calcoli di Bloomberg sulla base dei dati pubblicati oggi sul sito web dell’Amministrazione Generale delle Dogane con sede a Pechino, con un guadagno, rispetto all’anno precedente, dell’1,3%.
L’American Petroleum Institute (Api),pubblicherà oggi i dati sulle scorte di benzina. Si attende un calo di 750,000 barili da 204.5 milioni.
I Futures sulla benzina negli Stati Uniti sono aumentati, estendendo il guadagno (il giornaliero più alto in più di due mesi), tra le preoccupazioni che le inondazioni del fiume Mississippi possano interrompere la produzione e la distribuzione di combustibili.

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