Petrolio: prezzo in forte rialzo, ma rimane l’incognita sulle scorte USA

Brent e WTI risalgono dai minimi toccati a fine ottobre, ma sul recupero può pesare il dubbio legato alle scorte, con il dato USA in uscita nel pomeriggio.

Brent e WTI sono in rialzo alle 14:30 italiane rispettivamente dello 0,85% a 50,67$ e dello 0,60% a 48$, in attesa dell’appuntamento cruciale di questo pomeriggio alle 16:30 con i dati sulle scorte di petrolio degli Stati Uniti.

Sul rialzo dell’ultima settimana, in cui i prezzi delle due commodities hanno registrato rialzi nell’ordine del 5%, occorre però andare con cautela, in quanto molti esperti reputano l’ottimismo che ha portato a questo rally totalmente infondato.

Il prezzi ieri hanno registrato rialzi fino al 4% intraday, probabilmente a causa dei timori riguardo le possibili interruzioni delle forniture in Brasile e in Libia, a seguito di uno sciopero della compagnia petrolifera statale Petrobras e della chiusura di un terminal per l’esportazione di petrolio libico.

Assume quindi particolare importanza il dato del pomeriggio sulle scorte di petrolio negli USA, con il consensus che vede il dato scendere a 2,787 rispetto ai precedenti 3,376 milioni di barili.
Nello specifico, gli analisti di Platts vedono scorte a 2,45 milioni di barile al 30 ottobre, mentre
gli analisti dell’American Petroleum Institute ipotizzano scorte per 2,8 milioni di barili.

Petrolio: parlano gli analisti

La produzione dei paesi OPEC, nonostante il prezzo del petrolio sia più che dimezzato dal giugno 2014, quando la commodity era scambiata a 114$ a barile, non accenna a diminuire, e si attesta attorno ai 30 milioni di barile al giorno.

Tim Evans, analista di Citi Futures ha dichiarato che:

Il rally dei prezzi del petrolio è un esempio del predominio della speranza sull’esperienza.
Il mercato del petrolio continua a riflettere un ottimismo di alcuni operatori sul fatto che l’OPEC ha ridotto la produzione sostenendo le quotazioni attuali.
Ci si dimentica a nostro avviso che la produzione OPEC continua a superare la domanda, e la situazione dovrebbe rimanere tale fino al 2016 anche a causa dell’aumento di estrazioni in Iran.
Il mercato sembra ignorare il rischio che le scorte al 30 ottobre siano aumentate negli Stati Uniti.

Alex Schneiter, amministratore delegato della svedese Lundin Petroleum, ha dichiarato che non si aspettava un crollo dei prezzi di nuovo nel 2016.

Il 90% del nostro business è il petrolio. Penso che questa fase non sarà diversa dalle altre, arriverà il momento in cui l’offerta si ridurrà e i prezzi saranno sostenuti dalla domanda. E’ difficile stimare il tempo necessario, ma credo che assisteremo ad una ripresa verso la seconda metà del 2016.

WTI e Brent: analisi tecnica prossime sedute

WTI: il rialzo è al test della resistenza di 48,25$. Se i prezzi supereranno questo livello, resistenza successiva a 49$. I supporti sono invece individuati a 46,50$ e a 46$.

Brent: il brent ha rotto ieri la resistenza di 50$, diventato ora nuovo livello di supporto che si aggiunge al supporto principale di 46$. La resistenza più immediata è quella individuata a 51,30$.

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