Perché i vaccinati si contagiano e quanti sono davvero: i dati

Martino Grassi

02/08/2021

02/08/2021 - 14:39

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Anche dopo il vaccino si può prendere il Covid, ma ciò non è una ragione valida per non vaccinarsi. Quanti sono i vaccinati positivi in Italia e perché si contagiano: numeri e dati che sfatano le tesi di scettici e no vax.

Perché i vaccinati si contagiano e quanti sono davvero: i dati

“I vaccini non funzionano, ci sono tanti contagi anche tra le persone vaccinate”. È questa una delle motivazioni sostenuta con maggiore forza dalle persone che hanno deciso di rimandare o di saltare completamente la vaccinazione contro il Covid-19.

Effettivamente ad oggi, con più del 60% della popolazione italiana vaccinata completamente, si continuano a registrare dei contagi anche tra le persone che hanno ricevuto il vaccino, i vaccini dunque non funzionano? Facciamo chiarezza e vediamo tutti i dati sull’effettiva efficacia della campagna di vaccinazione.

Perché i vaccinati si contagiano

È vero, anche le persone vaccinate possono contrarre il coronavirus e in alcuni casi sviluppare forme gravi di malattia. Tutte le vaccinazioni, tra cui anche quella per il Covid, non proteggono al 100%, anche se le cifre per i decessi e le forme gravi della malattia ci si avvicinano molto. Come precisa anche l’Istituto Superiore di Sanità infatti “attualmente sappiamo che la vaccinazione anti-COVID-19, se si effettua il ciclo vaccinale completo, protegge all’88% dall’infezione, al 94% dal ricovero in ospedale, al 97% dal ricovero in terapia intensiva e al 96% da un esito fatale della malattia”.

Proprio per questo motivo, continua ancora l’ISS, nel momento in cui la campagna di vaccinazione raggiunge un numero elevato di persone vaccinate si verifica un paradosso secondo il quale “il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati”. Tuttavia l’incidenza, ossia il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione, è più bassa di circa dieci volte nei vaccinati rispetto ai non vaccinati, andando quindi a dimostrare che i farmaci funzionano.

In sostanza tante più persone vengono vaccinate, tanto più diminuiscono i contagi nella popolazione, facendo quindi sembrare i pochi casi riscontrati nei vaccinati come più numerosi.

Quanti sono i contagi tra i vaccinati? I dati

Ma quanti sono davvero i contagi tra le persone vaccinate? I dati precisi di questa situazione vengono forniti da un report dell’ISS, che ha analizzato i contagi nel periodo tra il 25 giugno e il 25 luglio, durante il quale, in Italia, sono risultate positive 60.038 persone, di cui:

  • 40.729 non erano vaccinate;
  • 12.032 non hanno completato la vaccinazione;
  • 7.277 hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino.

Le cifre più significative, che dimostrano la reale efficacia dei vaccini, arrivano però dai dati sul numero delle ospedalizzazioni e dei decessi. Tra il 18 giugno e il 18 luglio i ricoveri, si può vedere nella seguente tabella, sono stati nettamente superiori tra i non vaccinati (1.619) rispetto a quelli con una sola dose (216) e a quelli con il ciclo vaccinale completo (280). Stessa cosa anche per i ricoveri in terapia intensiva: 123 tra i non vaccinati, 11 tra i vaccinati con ciclo non completo e 16 tra i vaccinati con ciclo completo.

Infine, analizzando anche i numeri dei decessi (dal 4 giugno al 4 luglio) si può notare come questi siano stati 169 tra i non vaccinati, 30 tra le persone con una sola dose e 38 tra i vaccinati completi. In definitiva dunque, alla luce del fatto che i vaccini non riescano a garantire una copertura totale, affermare che non funzionino è una falsità.

A parlare sono proprio i dati, che dimostrano come i sieri siano estremamente efficaci nel prevenire le forme gravi dell’infezione, riducendo quindi il numero dei ricoveri e dei decessi. Dai dati si evince anche che, seppur in modo minore, il vaccino è capace di evitare le infezioni. Il Covid-19 tuttavia continua ad essere una malattia molto fatale e proprio per questo motivo, anche se vaccinate, molte persone continueranno a morire e a sviluppare forme gravi, tuttavia la vaccinazione rimane l’unico strumento nelle nostre mani in grado di renderla una malattia più gestibile, come il morbillo o altre patologie.

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