Perché Warren Buffett sta vendendo molte delle sue azioni?

Ingegneri in Borsa

13/06/2021

13/06/2021 - 13:01

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Secondo l’ultimo modulo SEC F13, il più famoso investitore di sempre in questo momento ha molti più movimenti in uscita che in entrata.

Perché Warren Buffett sta vendendo molte delle sue azioni?

Warren Buffett, chiamato anche l’Oracolo di Omaha, è considerato da molte persone come il più grande investitore di tutti i tempi, in quanto è riuscito a battere l’S&P 500 per molti anni consecutivi grazie alla Berkshire Hathaway, l’azienda da lui gestita.
Famoso per il suo approccio da sempre orientato al lungo termine, Buffett ha ispirato moltissimi investitori grazie al suo metodo molto scrupoloso e analitico per la valutazione delle aziende su cui investire, ma in questo momento la sua visione sembra essere un po’ più pessimista.

Ma come è si è mosso Buffett in questi mesi? Qual è stata la sua strategia? Ecco cosa è stato venduto e cosa invece è stato acquistato, secondo il modello SEC 13.

Il modulo SEC F13 e i 18 movimento di Buffett

Il modulo 13F della SEC (Securities and Exchange Commission) consiste in un rapporto che deve essere necessariamente presentato con frequenza trimestrale da tutti i gestori di investimenti con carattere istituzionale che dispongono almeno di 100 milioni di dollari, intesi come valore degli asset in gestione.
In questi rapporti vengono specificate le loro partecipazioni azionarie e tutti i movimenti che stanno mettendo in atto i grandi gestori di fondi, ossia quello che viene spesso definito come il denaro intelligente.

Nel primo trimestre del 2021 (quindi nei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo) Buffett ha effettuato complessivamente 18 operazioni. L’aspetto più interessante è che di questi 18 movimenti, ben 13 sono di vendita, sia essa parziale o totale rispetto alla posizione, e solo 5 nuove operazioni riguardano nuovi acquisti o l’incremento di posizioni già esistenti nel portafoglio della mitica Berkshire Hathaway.
Al momento la compagnia di Buffett ha un valore complessivo del portafoglio azionario superiore ai 270 miliardi di dollari, distribuiti su 46 aziende; bisogna tuttavia specificare come la sola Apple, uno dei titoli preferiti dall’oracolo di Omaha, costituisca addirittura il 40% delle partecipazioni della Berkshire (complice anche le performance straordinarie della compagnia negli ultimi due anni) e quindi ne condiziona in maniera preponderante il rendimento.
Nel grafico seguente vengono riportati tutti i 18 movimenti della compagnia, specificando se si tratta di incrementi o decrementi, nuovi acquisti o intere vendite.


Fonte: SEC

Nei paragrafi seguenti verranno analizzati i movimenti che hanno suscitato più scalpore tra gli investitori.

Chevron: una riduzione del 51%

Chevron Corporation è uno dei player principali negli Stati Uniti per quanto riguarda il settore energetico e ha una valutazione azionaria di circa 200 miliardi di dollari.

Fonte: Yahoo Finance
Uno dei motivi che potrebbe aver portato Warren Buffett a prendere questa decisione deriva anche dal trend del fatturato dell’azienda, mostrato nella figura precedente, che dai 160 miliardi di dollari ottenuti nel 2018 non ha fatto altro che scendere, arrivando sotto la soglia dei 100 miliardi proprio nel 2020, trascinando la compagnia in perdita dopo diversi anni, per un valore di oltre 5 miliardi di dollari.

Wells Fargo: stessa scelta di Michael Burry

Passiamo ora al settore finanziario, con une delle compagnie più note degli Stati Uniti: Wells Fargo. Warren Buffett ha venduto quasi tutte le azioni che possedeva di questa azienda (nello specifico il 98%).

La notizia ha fatto particolarmente scalpore in quanto la stessa operazione è stata effettuata anche da Micheal Burry, altro titano della finanza, diventato famoso per aver previsto la crisi dei mutui subprime del 2008, ottenendo performance straordinarie in quel periodo proprio per aver scommesso contro l’economia americana.
Si possono fare due ipotesi sul motivo per cui Buffett abbia preso questa decisione.
La prima riguarda la performance del titolo a Wall Street, in quanto Wells Fargo ha raddoppiato il valore delle proprie azioni nel giro di pochi mesi, per cui anche la scelta di prendere profitto può essere plausibile.

La seconda riguarda l’esposizione della Berkshire nel settore bancario e assicurativo, che, proprio per l’aumento rapido del valore delle aziende in questo settore, rendeva il portafoglio troppo sbilanciato; in passato Warren Buffett aveva preso una decisione simile anche per quanto riguarda Apple, vendendo una parte delle azioni a seguito di un forte rally della compagnia, che aveva raggiunto quasi la metà dell’intero portafoglio come controvalore.

AON: l’unico nuovo ingresso

L’unica compagnia che è stata aggiunta è proprio AON, mentre le altre operazioni in ingresso effettuate da Buffett si trattavano di incrementi, in quanto delle posizioni erano già presenti nel portafoglio della Berkshire.
AON Plc si occupa di Insurance Brokers e non è di certo l’ultima arrivata, poiché l’azienda ha una capitalizzazione di mercato che supera i 55 miliardi e coinvolge complessivamente quasi 50.000 dipendenti.

L’aspetto più interessante che riguarda la compagnia è che presenta un trend crescente del fatturato negli ultimi anni e in un anno difficile come il 2020, dove moltissime compagnie hanno avuto dei cali importanti dei ricavi, l’azienda ha fatto record di fatturato e di utile, dando prova di una grande solidità e stabilità.
Tale andamento si nota del grafico riportato in seguito, dove le colonne in verde sono riferite ai ricavi, mentre quelle in blu agli utili.


Fonte: Yahoo Finance

E quindi?

Warren Buffett ha da diversi anni ormai una grande influenza sui mercati, in quanto molti investitori danno molto peso alle sue decisioni di vendita, ma soprattutto di acquisto, proprio per via del suo parere autorevole da investitore esperto.

Bisogna però fare sempre molta attenzione quando si parla di investimenti e non copiare meccanicamente le sue operazioni, poiché le motivazioni che possono esserci dietro un acquisto o una vendita possono essere diverse, come ad esempio il bilanciamento del portafoglio, che non può mai trovarsi in situazioni troppo sbilanciati, soprattutto quando si parla di un controvalore azionario che supera cifre come i 270 miliardi di dollari della Berkshire.

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