Perché Google segnala la qualità dell’aria

Google invia notifiche sulla qualità dell’aria, soprattutto per segnalare se è peggiorata. Ecco di cosa si tratta e come usare al meglio questa nuova funzione.

Perché Google segnala la qualità dell'aria

Chi vive in una grande città avrà forse ricevuto sullo smartphone una notifica di Google che segnala la qualità dell’aria del luogo nel quale si trova.

Si tratta di una nuova funzione del noto motore di ricerca che si attiva quando i valori dell’inquinamento non sono ottimali e potrebbero comportare rischi per la salute. Essendo in rollout, non tutti ricevono direttamente il messaggio, ma la feature è disponibile anche usando chiavi di ricerca contestuali, come per esempio Smog Roma.

Ecco come funziona e come utilizzare al meglio questa feature.

Google | Qualità dell’aria

Vedere un avviso di Google che recita La qualità dell’aria è peggiorata può non essere entusiasmante ma è sicuramente utile per tutelare gli utenti, soprattutto quelli più fragili.
Una volta ricevuta la notifica, cliccandola si verrà direzionati su Google search, dove sarà indicata la località vera o presunta (anche a seconda del GPS attivo o meno) nella quale ci si trova. Subito sotto è presente una barra colorata che va dal verde al viola: si tratta di una scala che indica quanto risulta inquinata l’aria in quel momento e in quel luogo. Un valore vicino al verde sarà considerato eccellente, al contrario più si allontanerà più sarà insalubre.
Se disponibile, verrà mostrato anche l’inquinante principale, come ozono o monossido di carbonio.

BreezoMeter

Se dopo aver aperto la notifica compare la dicitura Eccellente e il colore segnalato è verde, potrebbe venire spontaneo chiedersi perché Google ci abbia avvisati.
È possibile che la qualità sia cambiata prima che la notifica venisse aperta: per controllare lo stato dell’aria nelle ore passate basta cliccare sulla fonte riportata da Google, Breezometer, per essere direzionati su un sito dove trovare informazioni più accurate.

Sulla pagina che si apre sarà disponibile l’indicazione della qualità dell’aria e una mappa sulla quale si può decidere di effettuare una ricerca per indirizzo per avere informazioni su posti diversi, anche all’estero.
Un menu laterale segnala il livello degli inquinanti: c’è per esempio il livello di CO, il monossido di carbonio, o quello di PM 2,5, le polveri sottili. Altre sigle includono l’O3, l’ozono, e NO2, il diossido di azoto.

Nella stessa barra al centro è possibile vedere le previsioni (Forecast) o lo storico: da qui si potrà scoprire come era la qualità dell’aria quando è arrivata lo notifica o come sarà nelle prossime 24 ore.
Anche chi soffre di allergia è tutelato, visto che l’ultimo specchietto riguarda i pollini.

Se queste informazioni non fossero le benvenute, comunque, c’è sempre la possibilità di disabilitare le notifiche push.

Indice CAQI e AQI

L’indice utilizzato per valutare la qualità dell’aria non è lo stesso in tutto il mondo. Quello proposto da Google per l’Italia è il CAQI, il Common Air Quality Index, utilizzato nel continente europeo dal 2006.
La scala va da 0 a più di 100, dove il valore più basso rappresenta la minore quantità nell’aria di inquinanti.

Ci si potrebbe imbattere anche nell’indice AQI, utilizzato negli Stati Uniti, che funziona in modo molto simile ma la cui scala va da 0 a 500, seguendo lo stesso schema di colori che va dal verde al viola.

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