Pensioni: la soluzione per guadagnare di più

Secondo le stime più recenti, la pensione potrebbe non garantire a tutti un tenore di vita dignitoso. I fondi pensione rappresentano un’opportunità valida per aumentare la rendita futura.

Pensioni: la soluzione per guadagnare di più

Sono tanti gli italiani che, fatta una stima dell’importo della propria pensione futura, si rendono conto che la somma del proprio cedolino pensionistico mensile potrebbe non bastare per mantenere il proprio stile di vita.

Che si abbia intenzione di approfittare di Quota 100 oppure di rispettare i requisiti attualmente previsti dalla Legge Fornero, esiste una valida possibilità per aumentare l’importo degli assegni pensionistici grazie alla sottoscrizione di un fondo pensione.

Lo scopo di questo tipo di fondo complementare è infatti proprio quello di integrare gli assegni INPS futuri dedicati alla pensione di vecchiaia.
Eppure, nonostante questa possibilità, secondo i dati rilevati dal Covip, solo 3 lavoratori italiani su 100 hanno aderito ai fondi pensione. Il dato più preoccupante riguarda i giovani che, a causa di una continua condizione di precarietà e basso stipendio, registrano un numero di adesioni davvero esiguo.

Come guadagnare di più in pensione

Come detto, i fondi pensione possono supportare l’assegno pensionistico mensile erogato dall’INPS o dalla propria cassa previdenziale. Essi si dividono in due categorie: chiusi e aperti. I fondi pensione chiusi sono accessibili solo attraverso il proprio contratto di lavoro collettivo. Il lavoratore dipendente può scegliere di aderire o meno alla previdenza complementare del suo settore specifico, per questo vengono anche definiti come fondi di categoria.

Ai fondi aperti possono invece aderire tutti coloro che, indipendentemente dalla situazione lavorativa (autonomi, dipendenti, liberi professionisti ecc.) siano interessati alla creazione di una pensione complementare. In alternativa, è possibile scegliere un PIP, piani individuali pensionistici. Non si tratta di fondi ma di assicurazioni con finalità pensionistiche; possono essere sottoscritti da chiunque ma chiaramente comportano costi diversi.

I fondi pensione presentano una serie di vantaggi da non sottovalutare, in primis la possibilità di accantonare somme di denaro maggiori rispetto alla scelta di lasciare il Tfr in azienda. Sopratutto se si sceglie un fondo chiuso, dove l’azienda è obbligata a versare contributi aggiuntivi. Altro plus riguarda il vantaggio fiscale che si traduce nella possibilità di dedurre i contributi per un massimo di 5.164,57 euro all’anno. Anche l’aliquota fiscale risulta inferiore rispetto a quella applicata di norma al Trf.

Infine, anche i rendimenti generati anno per anno sono tassati al 20% e non al 26% come invece previsto per tutte le altre rendite finanziarie.

I fondi pensione permettono inoltre di richiedere un anticipo da sfruttare secondo le modalità previste dal proprio contratto: ad esempio in caso di spese inerenti l’acquisto di una casa, la sua ristrutturazione o per parcelle sanitarie.

Infine, la reversibilità della pensione integrativa non è oggetto di tassa di successione, così come il suo riscatto totale o parziale, anche da parte degli eredi.

Pensione integrativa, a cosa fare attenzione

Come abbiamo visto, i fondi pensione apportano certamente un buon numero di vantaggi rispetto al Tfr aziendale o alla scelta di non avere un piano di previdenza complementare. Certo, bisogna dire che tuttavia anche questa soluzione per il futuro presenta una serie di incognite da tenere a mente.

Prima di tutto bisogna sapere che il rendimento del fondo dipenderà dall’andamento di una serie di strumenti finanziari che sono alla base del fondo, con la relativa imprevedibilità del caso. Il rendimento va considerato a lungo termine, ne consegue che l’incognita riguarda tanto i settori di investimento quanto l’andamento del gestore del fondo stesso. Il rischio è che, non avendo un capitale garantito, il fondo fallisca e con lui i contributi versati.

Per quanto conveniente, la tassazione prevista potrebbe cambiare nel corso del tempo e questo, insieme all’inflazione e alle variazioni del potere d’acquisto, potrebbero abbassare il valore del rendimento.

Pensioni e disinformazione

Superato lo scoglio dei possibili vantaggi e svantaggi, il vero problema rimane la scarsa consapevolezza di cosa sia un fondo pensione.

Come spesso succede, il problema sta nella disinformazione generale. Soprattutto da parte dei più giovani che si sono da poco approcciati al mondo del lavoro. Si stima infatti che dei giovani under 35, circa il 75% ammetta di avere una conoscenza del mondo pensionistico piuttosto limitata.

A questa percentuale si aggiungono quelle inerenti il grado di informazione generale sulle pensioni integrative dove, il 46% ammette di saperne poco, il 29% in maniera sufficiente, il 21% non ne sa nulla e solo il 2,3% dichiara di sapere perfettamente di cosa si sta parlando.

I dati parlano chiaro, manca quell’informazione di base che permetta al lavoratore di poter scegliere cosa sia meglio per il suo futuro pensionistico.

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