Pensioni, novità di oggi: blocco rivalutazione pensioni superiori ai 2.000 euro

Rosaria Vincelli

27/10/2015

27/10/2015 - 15:08

condividi

A pagare lo scotto per finanziare “no tax area” pensionati e “opzione donna” saranno le pensioni superiori ai 2.000 euro. Per loro assegni con rivalutazioni più basse.

Nessuna certezza si aveva circa le modalità di finanziamento delle misure di sostegno predisposte dal Governo Renzi, “no tax area” pensionati e “opzione donna”, ma è di qualche ora fa la novità: a finanziare queste misure saranno le pensioni più alte, attraverso il taglio alle rivalutazioni per quelle che superano il 2.000 euro.

La Legge di Stabilità approdata ieri in Senato rimanda solo di poco la tassazione messa in atto dai precedenti Governi, ma lancia una misura che va ad influire direttamente sul reddito.
Vediamo quali saranno i soggetti colpiti qualora la riforma dovesse passare così come è stata presentata ieri.

Pensioni: schema rivalutazioni

La versione definitiva della Legge di Stabilità prevede che le pensioni superiori a tre volte il minimo, è cioè circa 1.500 euro lordi, non vengano toccate ed anzi, insieme a quelle superiori ai 2.000 euro lordi, potranno contare su una rivalutazione maggiore: 95% a differenza dell’attuale 90%.

A subire la stangata saranno invece le pensioni di quattro e cinque volte superiori al minimo (75% contro il 90% previsto ora); tra cinque e sei volte (50% contro il 75%); infine i trattamenti superiori a sei volte il minimo riceveranno una rivalutazione del 45% (rispetto al 75%).

Dunque, la perequazione delle pensioni medio-alte viene rimodulata per finanziare “no tax area” per i pensionati (non verrà estesa nel 2016) e “opzione donna” di cui abbiamo già analizzato le novità legate alla Legge di Stabilità (sarà estesa molto probabilmente solo nel 2017 e non sembra essere neanche tanto conveniente, infatti prevede: 57 anni di età, 35 di contributi e 30% di tagli sull’assegno Inps).

Lo schema così presentato è valido fino al 2018, infatti la Legge di Stabilità estende il meccanismo di indicizzazione, cioè l’adeguamento all’andamento dell’inflazione, per le pensioni superiori a tre volte il minimo, al biennio 2017/2018.

Pensioni: illegittimità blocco rivalutazioni

Il blocco alla rivalutazione delle pensioni proposto da Renzi non è altro che una rivisitazione della versione proposta dal Governo Monti, ma formulata in modo tale da poter resistere ai ricorsi.

La Corte Costituzionale ha, infatti, bocciato con sentenza n. 70/2015 il blocco proposto da Monti poiché illegittimo: non rispetta il principio di progressività.
Affermando, poi, che i pensionati hanno diritto ad un ricalcolo delle pensioni stesse comprensive della rivalutazione, la Corte Costituzionale con la medesima sentenza, recepita solo in parte dal Governo Renzi, ha disposto un rimborso a favore dei pensionati che non hanno beneficiato della rivalutazione a causa del blocco disposto dal Governo Monti.

La Legge di Stabilità per superare l’illegittimità costituzionale ha comunque apportato dei tagli bloccando la rivalutazione, ma in modo progressivo.

Il rischio è che questa manovra, alla luce anche della gestione pensionistica degli anni precedenti, vada ad incidere non tanto sulle “pensioni d’oro” quanto più sul ceto medio.

Iscriviti a Money.it