Pensioni news: quota 102 sostituisce Quota 100, novità Ape sociale e Opzione donna

Governo e sindacati riprendono il discorso sulla previdenza. In particolar modo, sul tavolo sarà proposta la Quota 102 in sostituzione di una Quota 100 che non sarà rinnovata.

Pensioni news: quota 102 sostituisce Quota 100, novità Ape sociale e Opzione donna

La questione pensione anticipata torna al centro della discussione tra governo e sindacati. Data ormai per scontata la mancata proroga di Quota 100, domani ci sarà un incontro tra le due parti per rimettersi al lavoro sulla previdenza. Il governo sta valutando la possibilità di introdurre una finestra d’uscita che potrebbe essere costituita da Quota 102.

Quota 102 e Quota 41

Per andare in pensione anticipatamente, a partire dal 2022, la proposta del governo dovrebbe prevedere un’età anagrafica di 64 anni accompagnata da 38 anni di contribuzione. Ovviamente, se dovesse andare in porto il progetto pensione Quota 102, si potrà usufruirne accettando una riduzione dell’ammontare annuale pensionistico di circa il 5%, fino al raggiungimento in cui si percepisce la pensione di vecchiaia (67 anni). Tutto ciò, è conseguenza di un numero minore di anni di contribuzione.

L’eventuale proposta di prepensionamento studiata dal governo, potrebbe non andare bene ai sindacati che, opterebbero per Quota 41. In questo caso, non avrà importanza l’età anagrafica ma solo avere almeno 41 anni di contributi versati, raccogliendo però, una platea poco estesa.

Quota 41 e Opzione Donna: novità

Come riporta La Repubblica, il segretario confederale della UIL Domenico Proietti, auspica di ricevere risposte esaustive rispetto alle proposte presentate sin qui dai sindacati al governo, al fine di modificare la Legge Fornero. Tra di esse, rientra anche l’ampliamento del bacino d’utenza appartenente alla categoria dell’Ape sociale, tenendo ben presente le conseguenze che riguardano i lavoratori e derivate dalla pandemia da COVID-19. Inoltre, i sindacati attendono una risposta sulla proroga Opzione Donna, sul completamento della salvaguardia degli esodati, sul rafforzamento della quattordicesima per le pensioni e sul riportare l’attenzione sulla promozione dei fondi pensione.

Al momento, l’Ape sociale permette ad alcune categorie di lavoratori (disoccupati, caregiver, invalidi al 74% e addetti a mansioni gravose), di andare in pensione a 63 anni, con 30 o 36 anni di contributi. L’Opzione donna consente di fare andare in pensione le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2019 abbiano maturato 35 anni di contribuzione e un’età anagrafica di pari o superiore a 58 anni (nel caso di reddito da lavoro dipendente) o a 59 anni (nel caso di reddito da lavoro autonomo). Si pensa di alzare di almeno 1 anno, il paletto temporale per la maturazione dei requisiti.

Flessibilità in uscita

La flessibilità è un altro degli argomenti inseriti nel confronto, essa dovrebbe essere più diffusa intorno ai 62 anni, permettendo di affrontare al meglio la fase di ristrutturazione produttiva post coronavirus. Questo, renderà necessaria una legge delega. Nel frattempo, Proietti pretende risposte positive per ottenere una maggiore valorizzazione del lavoro di cura e la maternità delle donne. Le pensioni future dei giovani di oggi, devono essere tutelate, così come deve essere garantito e migliorare la procedura dei meccanismi di rivalutazione per le pensioni attive.

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