Pensioni di invalidità 2015: totalizzazione prevista anche in caso di revoca dell’assegno

Simone Casavecchia

17/12/2014

17/12/2014 - 13:31

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Per chi è titolare di pensione di invalidità e sarà soggetto, nel 2015, a una revisione dello stato di invalidità stesso, per mancata conferma, potrà comunque esercitare la totalizzazione dei contributi.

Il messaggio INPS 9626/2014 ha chiarito che i titolari di assegno ordinario di invalidità potranno, nel caso in cui questo specifico beneficio venga disconfermato, esercitare la totalizzazione della pensione.
In base a questo specifico istituto previdenziale un lavoratore che ha versato contributi presso differenti sistemi e casse per la gestione pensionistica, qualora non abbia maturato il diritto alla pensione in nessuna di queste casse, può decidere di cumulare tutti i suoi contributi per ottenere un’unica pensione, senza ricorre alla ricongiunzione per cui dovrebbe sostenere delle spese economiche.

I casi di esclusione
Da questo beneficio sono però espulsi quei contribuenti titolari di un assegno di invalidità, dal momento che quest’ultimo costituisce a tutti gli effetti un trattamento pensionistico autonomo. La circolare 9/2008 dell’INPS precisa, infatti, che i contribuenti che percepiscono un assegno ordinario di invalidità non possano accedere alla totalizzazione dei contributi qualora la sua posizione assicurativa goda anche di un trattamento pensionistico a carico delle gestioni interessate dal beneficio della totalizzazione (ovvero le gestioni relative alla pensione di vecchiaia, alla pensione di anzianità, alla pensione di inabilità e alla pensione indiretta a superstiti). Questo principio vale anche nel caso in cui si vadano a cumulare periodi contributivi che riguardano gestioni differenti da quella in cui è stata liquidata una pensione a favore dell’assicurato.
L’unico caso in cui si verifica quest’ultima eventualità è quello della pensione ai superstiti, fattispecie in cui l’assicurato gode già di una pensione, che comprende anche l’assegno di invalidità, sebbene i contributi siano versati in un’altra gestione e non può, quindi, totalizzarli per ottenere un’unica pensione.

I beneficiari
Possono richiedere la totalizzazione dei contributi sia i lavatori subordinati che i lavoratori autonomi e i liberi professionisti. La totalizzazione può essere richiesta anche dai parenti di un superstiti di un assicurato, nel solo caso in cui l’assicurato stesso sia morto prima di maturare il diritto alla pensione.
Il beneficio della totalizzazione è stato previsto, in particolare per i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria (invalidità, vecchiaia e superstiti); iscritti alle gestioni pensionistiche che sostituiscono o esonerano dall’assicurazione obbligatoria; iscritti agli enti previdenziali privati; iscritti alla gestione separata o, ancora, iscritti ai fondi di previdenza per i ministri di culto di chiese differenti da quella cattolica.

La nuova disciplina
Con il messaggio recentemente emanato dall’INPS (9626/2014) tuttavia, il divieto di totalizzazione viene limitato ai soli casi in cui l’assegno di invalidità continui ad essere assegnato al soggetto titolare di trattamento pensionistico. Per gli altri contribuenti, ovvero per quei soggetti che perdono la pensione di invalidità in seguito alla revisione del loro stato di invalidità, si prevede un regime di maggiore flessibilità, dal momento che potranno esercitare la possibilità di totalizzare le loro altre pensioni e, nel caso in cui siano i contributi accreditati, alla pensione di anzianità in totalizzazione (40 anni e 3 mesi) o alla pensione di vecchiaia (65 anni e 3 mesi).

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