Pensioni: assegno diviso in due dal 2022. Ecco come secondo Tridico

Teresa Maddonni

27 Aprile 2021 - 11:45

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Pensioni: dal 2022 l’assegno dovrebbe essere diviso in due quote da riscuotere in due tempi diversi, in anticipo e con la vecchiaia. Vediamo come dovrebbe cambiare secondo il presidente dell’INPS Pasquale Tridico che ha avanzato la proposta.

Pensioni: assegno diviso in due dal 2022. Ecco come secondo Tridico

Pensioni: dal 2022 l’assegno si potrebbe dividere in due secondo il presidente dell’INPS Pasquale Tridico.

Una proposta avanzata per le pensioni dal prossimo anno durante il convegno “Pensioni: 30 anni di riforme”. La proposta di Tridico prevede per le pensioni di dividere l’assegno in due, in due quote una contributiva e una retributiva da riscuotere in due tempi.

Di pensioni si discute da settimane ormai e soprattutto per l’avvicinarsi della scadenza di Quota 100 alla fine del 2021 e la necessità di superarla evitando lo scalone fino a 67 anni.

Il Recovery Plan d’altronde prevede l’addio a Quota 100 con la riforma che riguarderebbe solo le categorie di lavoratori che svolgono lavori logoranti e su cui lo stesso presidente Tridico ha puntato.

Vediamo ora come sarebbero divise in due le pensioni dal 2022 secondo la proposta del presidente INPS Tridico e cosa prevede la stessa nel dettaglio.

Pensioni: dal 2022 assegno in due quote

Le pensioni dal 2022 dovrebbe, secondo il presidente Tridico, essere divise in due, con un assegno in due quote e da riscuotere in tempi differenti.

Nella sua proposta il presidente di INPS prevede la seguente impostazione:

  • anticipo della quota contributiva della pensione a 62 o anche a 63 anni con 20 di contributi;
  • la quota retributiva al contrario viene concessa a 67 anni.

Non solo sempre in merito alle pensioni il presidente Tridico ha previsto anche una riduzione degli anni di contributi e nel dettaglio la sua proposta stabilisce:

  • un anno in meno di contributi per ogni figlio;
  • un anno in meno di contributi ogni 10 anni per i lavori usuranti e gravosi.

E in merito alle pensioni il presidente INPS è tornato, sempre durante il convegno, proprio ai lavoratori usuranti e ai lavoratori fragili.

Pensioni: lavoratori fragili e usuranti per la riforma

E sempre sul tema pensioni Tridico è tornato sui lavoratori fragili e sui lavori usuranti centrali per la riforma. Nel dettaglio Tridico pensa per le pensioni a:

  • un’uscita con requisiti meno stringenti utilizzando il ricalcolo contributivo con requisiti più bassi per chi ha svolto lavori usuranti;
  • tenere conto dell’aspettativa di vita in base ai diversi settori lavorativi;
  • abbassare per la pensione minima con 64 anni il coefficiente a 2,5 dal 2,8 di oggi;
  • pensione anticipata sperimentale post Covid per i lavoratori fragili come per esempio immunodepressi e pazienti oncologici.

La riforma per le pensioni dei lavoratori fragili per Tridico, essendo questi una platea meno ampia, avrà sicuramente costi minori di Quota 100. Ancora per le pensioni il presidente INPS chiede di:

  • rafforzare Ape sociale per la quale la proroga a oggi è prevista solo fino al 2021;
  • estendere il contratto di espansione alle aziende con meno di 250 lavoratori.

Tridico è tornato poi su Quota 100, la pensione a 62 anni di età e 38 di contributi che scade a dicembre 2021, informando che:

  • le domande accettata al mese di marzo 2021 sono state 286.226;
  • su 19 miliardi per Quota 100 ne sono stati spesi 10;
  • le persone che hanno usato la misura di pensione anticipata sono state 120.000 di cui 86.000 del settore pubblico.

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