Pensione quota 41 caregiver: è necessario il cambio di residenza?

Lorenzo Rubini

11 Dicembre 2020 - 14:28

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Il lavoratore precoce che assiste da almeno 6 mesi un familiare convivente può accedere alla pensione quota 41. Ma è necessario il cambio di residenza?

Pensione quota 41 caregiver: è necessario il cambio di residenza?

La quota 41 prevede che il lavoratore precoce che assiste da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave in base alla legge 104 del 1992, possa accedere alla pensione anticipata con soli 41 anni di contributi. Per fruire del beneficio è necessaria, in questo caso, la convivenza con il disabile. Ma serve per forza il cambio di residenza?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buonasera mi chiamo Roberto il prossimo anno a maggio raggiungo i 41 anni di contributi, ho la 104 per mia madre ho tre anni lavoro prima dei 19 mi manca il vincolo di convivenza. Spulciando la circolare INPS n33 del 2018 leggo che oltre cambio di residenza si può richiedere la dimora temporanea o in alternativa produrre dichiarazione sostitutiva per soddisfare vincolo convivenza . Io risiedo nel comune vicino a quello di mia madre e avendo famiglia ho difficoltà al cambio di residenza secondo voi in fase domanda di pensionamento può essere accettata dichiarazione sostitutiva vi ringrazio per eventuale risposta grazie mille”

Quota 41 e requisito della convivenza

Così come già previsto per il congedo straordinario retribuito per assistere un familiare disabile, anche per l’accesso alla pensione quota 41 il legislatore prevede delle alternative al cambio di residenza per il soddisfacimento del requisito della convivenza con il disabile che si assiste.

Così come specifica la circolare INPS numero 33 del 2018 il requisito della convivenza viene soddisfatto anche con l’iscrizione nel registro temporaneo della popolazione del Comune con rilascio della dimora temporanea.

Proprio sul concetto di convivenza, la circolare 33 del 2018 richiama la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 18 febbraio 2010 in materia di convivenza ai fini del riconoscimento del diritto al congedo straordinario per quel che riguarda il concetto di dimora temporanea.

Per quanto riguarda poi la dichiarazione sostitutiva essa è riferita al fatto che il requisito della convivenza verrà accertato d’ufficio quando l’interessato fornirà gli elementi per il reperimento dei dati necessari, in alternativa l’interessato potrà produrre dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/2000 (ma solo per dichiarare l’effettiva convivenza con disabile data o da cambio di residenza o da dimora temporanea).

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