Pensione quota 41 caregiver e decesso dell’assistito: cosa accade?

Lorenzo Rubini

15 Dicembre 2020 - 12:24

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I lavoratori precoci che assistono un familiare con handicap grave possono accedere alla quota 41.

Pensione quota 41 caregiver e decesso dell'assistito: cosa accade?

Un dei profili di tutela del pensionamento con la quota 41 riguarda nello specifico i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ai sensi della legge 104 del 1992.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno grazie della risposta alla mia domanda sulla 41 precoci. Mi rimane un dubbio che chiedo cortesemente di chiarire
Se mio papà, nei tre mesi successivi al raggiungimento dei 41 anni, ciòe maggio 2021, dovesse venire a mancare (cosa che non si vorrebbe mai ma ai 95 anni con patologie potrà succedere) avrei lo stesso la pensione come Caregiver o dovrei attendere la fine della naspi a maggio 2022?”.

Pensione quota 41 caregiver

Come chiarisce il messaggio 1481 del 4 aprile 2018 dell’INPS, i requisiti di accesso alla pensione quota 41 per lavoratori precoci devono essere in possesso del lavoratore non solo al momento della presentazione della domanda di pensione, ma anche al momento della decorrenza della stessa.

Se l’assistito, quindi, dovesse venire a mancare durante la finestra di attesa di 3 mesi, e quindi prima della decorrenza del trattamento pensionistico, il diritto di accesso alla pensione verrebbe meno.

Se, invece, il decesso si verifica dopo il primo pagamento previdenziale spettante, si mantiene il diritto alla pensione.

Nel suo caso, quindi, se suo padre dovesse venire a mancare prima di maggio 2021 perderebbe la possibilità di accedere alla quota 41 in qualità di precoce caregiver e per potersi pensionare dovrebbe attendere che l’indennità di disoccupazione sia finita da almeno 3 mesi (pensione, quindi, dal 1 settembre 2022).

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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