Pensione quota 41 caragiver e decesso dell’assistito: cosa accade?

Lorenzo Rubini

28 Aprile 2021 - 16:27

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I lavoratori che si prendono cura di un familiare con handicap grave possono accedere alla pensione con la quota 41. Ma cosa accade se l’assistito muore prima della decorrenza della pensione?

Pensione quota 41 caragiver e decesso dell'assistito: cosa accade?

La quota 41 permette l’accesso alla pensione con soli 41 anni di contributi ai lavoratori precoci che rientrano in uno dei profili di tutela, tra i quali è ricompresa anche la figura del caregiver familiare. Ma cosa accade se, prima della decorrenza del trattamento previdenziale viene a mancare il familiare che si assiste?

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno ho 39 anni di lavoro, ho iniziato a 16 anni ed ho una madre disabile al 100%. Da quello che mi pare di aver capito e che potrei chiedere due anni di congedo parentale e poi al quarantunesimo anno chiedere la pensione anticipata come Cargiver.
La mia domanda è semplice se sono a casa con il congedo parentale e manca mia mamma devo fermarmi al lavoro fino a 42 e 10 mesi recuperando anche i mesi che mancano..? Se invece ho già superato il quarantunesimo anno di lavoro e manca in quel frangente mia mamma sono costretto a rientrare al lavoro fino alla scadenza?”.

Pensione quota 41 caregiver

Per il caregiver che risulti anche precoce che chiede il congedo straordinario retribuito di due anni per assistere un familiare con grave handicap, il periodo di congedo conta, a livello contributivo, per il raggiungimento dei 41 anni di contributi necessari per accedere alla pensione con la quota 41.

Se il familiare, durante la fruizione del congedo straordinario, dovesse venire a mancare, ovviamente il beneficio si interrompe ed il dipendente è costretto a tornare in servizio. Venendo meno, tra l’altro, anche il suo essere caregiver, decade anche il suo diritto all’accesso alla pensione con la quota 41.

Potrebbe, comunque, accedere alla misura solo qualora fosse a sua volta invalido (almeno al 74%), usurante, gravoso o venisse licenziato (ma in questo caso il diritto si avrebbe solo dopo aver fruito dell’intera Naspi spettante).

Al decadere del diritto di accesso alla quota 41 ed al ritorno in servizio del dipendente, ovviamente, sarà necessario maturare 42 anni e 10 mesi di contributi per poter accedere alla quiescenza. In ogni caso i periodi di congedo fruiti non andranno recuperati visto che sono stati coperti da contribuzione figurativa.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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