Pensione magazziniere: rientra nei lavoratori usuranti o gravosi per la quota 41?

I lavoratori precoci che hanno svolto un lavoro considerato gravoso o usurante possono accedere alla pensione con 41 anni di contributi grazie alla quota 41.

Pensione magazziniere: rientra nei lavoratori usuranti o gravosi per la quota 41?

La pensione con la quota 41 permette la quiescenza con 41 anni di contributi a chi, avendo versato almeno 12 mesi di contributi prima del compimento dei 19 anni di età, rientra in uno dei profili di tutela. Tra coloro che possono accedere a questo tipo di pensionamento rientrano anche i lavoratori gravosi e quelli usuranti.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buonasera, ho 55 anni e ho cominciato a lavorare che ne avevo 15, esattamente il 1 dicembre del 1980. Inizialmente come meccanico auto, poi a ottobre del 1985 ho cambiato lavoro andando a fare il magazziniere. Ho credo scaricato non so quantificare i camion. Mi è stato detto che precoce+usurante dovrebbero fare 41 anni di contributi è vero? Grazie attendo risposta”.

Pensione magazziniere, usurante o gravoso?

I lavori considerati usuranti sono quelle professioni che richiedono un alto impegno sia fisico che mentale che porta, di conseguenza, con il passare degli anno ad una usura fisica e mentale del lavoratore.

Nella lista dei lavori usuranti rientrano tutte quelle professioni che richiedono lo svolgimento in luoghi stretti, sottoterra, (lavori in cava, miniera, in galleria, in cassoni ad aria compressa, i lavori dei palombari) o esposti a temperature molto elevate (come ad esempio i lavori in fonderia, degli operai di colata manuale, per i lavoratori del vetro cavo), a rischio per la salute (come l’asportazione dell’amianto) o, infine, chi lavora in turni notturni.

Il magazziniere, quindi, non rientra nei lavoratori usuranti.

La lista dei lavori gravosi, invece, che possono rientrare nel pensionamento con la quota 41 prevede che il beneficio sia esteso a:

  • addetti alla concia di pelli e pellicce;
  • addetti ai servizi di pulizia;
  • addetti spostamento merci e/o facchini;
  • conducenti di camion o mezzi pesanti in genere;
  • conducenti treni e personale viaggiante in genere;
  • guidatori di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni;
  • infermieri o ostetriche che operano su turni;
  • maestre/i di asilo nido e scuola dell’infanzia;
  • operai edili o manutentori di edifici;
  • operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti;
  • chi cura, per professione, persone non autosufficienti
  • lavoratori marittimi,
  • i pescatori,
  • gli operai agricoli
  • operai siderurgici.

La categoria che si avvicina maggiormente a quella da lei esercitata è quella relativa ai facchini che individua professioni che prevedono carico, scarico e movimentazioni di merci all’interno di aeroporti, stazioni, porti, imprese e organizzazioni per le famiglie o che prevedono la raccolta ed il trasporto di bagagli di viaggiatori o di clienti di alberghi. La categoria dei facchini ha “classificazione Istat 8.1.3.1”.

Deve vedere, quindi, se la mansione con cui è inquadrato contrattualmente corrisponde a quella relativa poiché in caso contrario, purtroppo, non rientra né nelle mansioni gravose né nei lavori usuranti non potendo, pertanto, accedere alla pensione con la quota 41.

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