Pensione con retributivo: aggiornati i coefficienti di rivalutazione (tabella 2021)

Simone Micocci

9 Giugno 2021 - 10:20

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Nella pensione calcolata con il sistema retributivo acquisiscono molta importanza le retribuzioni percepite. Queste vengono poi rivalutate in base all’inflazione; ecco i coefficienti aggiornati al 2021.

Pensione con retributivo: aggiornati i coefficienti di rivalutazione (tabella 2021)

Ci sono novità per la parte di pensione calcolata con il metodo retributivo: sono stati aggiornati - con decorrenza dal 1° gennaio 2021 - i coefficienti utilizzati per la rivalutazione delle retribuzioni.

Come prima cosa è bene fare chiarezza su quali sono i destinatari di questo articolo. La pensione, come noto ai più, viene calcolata attraverso due diversi sistemi, uno in vigore per i periodi antecedenti al 1996 - appunto il retributivo - e l’altro per quelli successivi, il contributivo. Il retributivo si applica però fino al 31 dicembre 2011 per coloro che hanno maturato 18 anni di contributi.

Interessa sapere come funziona il retributivo, e come si rivalutano gli stipendi percepiti, dunque, a tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 31 dicembre 1995; tutti questi - chi più e chi meno - hanno una parte della pensione liquidata con il sistema retributivo.

Ma attenzione, questo vale solo per chi ancora deve andare in pensione, in quanto dei coefficienti di rivalutazione si terrà conto proprio nel momento in cui contributi e stipendi si andranno a trasformare in assegno pensionistico.

Pensioni: come funziona il sistema di calcolo retributivo

Prima di vedere i coefficienti di rivalutazione aggiornati al 2021, come si legge nel messaggio (Inps) hermes 3398 del 5 Maggio 2021, dobbiamo capire come funziona il sistema di calcolo retributivo e perché sono appunto importanti i suddetti coefficienti.

Con questo sistema la pensione è calcolata guardando alle ultime retribuzioni percepite. Nel dettaglio, abbiamo due quote:

  • Quota A: anzianità contributive maturate entro il 31 dicembre 1992. Si guarda alla media degli stipendi degli ultimi 5 anni;
  • Quota B: anzianità acquisite tra il 1° gennaio 1993 e il 31 dicembre 1995 (o 2011 per chi vanta almeno 18 anni di contribuzione entro la suddetta data). In questo caso si guarda alla media annua degli ultimi 10 anni (per i lavoratore che al 31 dicembre ha almeno 15 anni di contributi), oppure dalla media degli ultimi 5 anni di retribuzione anteriori al 1993 più quelle percepite dal 1° gennaio 1993 sino alla decorrenza della pensione.

Le medie delle retribuzioni vengono poi moltiplicate per un rendimento annuo che varia a seconda di diversi fattori, quali:

  • retribuzione media;
  • collocazione temporale delle anzianità maturate;
  • dal fondo in cui si è iscritti.

Generalmente, comunque, l’aliquota è del 2% della retribuzione pensionabile per ogni anno di lavoro. Su un massimo di 40 anni di lavoro, dunque, generalmente si ha diritto all’80% della retribuzione pensionabile.

Quello che è importante sapere è che la media delle retribuzioni prima di essere “trasformata” in pensione viene rivalutata tenendo conto dell’andamento dell’inflazione.

Pensione con retributivo: coefficienti di rivalutazione aggiornati al 2021

Di seguito trovate la tabella con tutti i coefficienti di rivalutazione aggiornati al 2021. Si ricorda che i coefficienti sono diversi a seconda che si tratti della Quota A o della Quota B delle retribuzioni.

Come noterete dalla tabella, negli ultimi anni c’è stato un netto rallentamento: la discesa del tasso d’inflazione a cui stiamo assistendo ormai da qualche anno, infatti, ha di fatto depotenziato questo sistema comprimendo il potere di rivalutazione e comportando una riduzione degli assegni.

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