Pensione con 16 anni di contributi o assegno sociale, cosa conviene?

Lorenzo Rubini

4 Dicembre 2020 - 11:01

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Conviene maggiormente puntare ad una pensione di vecchiaia o mantenere l’assegno sociale?

Pensione con 16 anni di contributi o assegno sociale, cosa conviene?

Non sempre la pensione di vecchiaia conviene, soprattutto se si è in possesso di pochi contributi versati e si deve accedere con proroghe, opzioni o pensioni contributive. Sembra assurdo ma a volta l’assegno sociale garantisce un introito maggiore rispetto ad una pensione basata sui contributi veri e propri.

Rispondiamo ad un lettore di Money,it che ci scrive:

“Spett/le redazione di Money,
sono nato 29/05/1949. Attualmente percepisco assegno sociale di 651.50 euro in quanto ho 71 anni.Vi disturbo per un problema che mi assilla da tempo,e leggendo in vari siti internet, ho visto che si può andare in pensione con 15 anni di contributi.Io ne ho poco più di sedici, come ben potrete vedere nell’allegato.Io volevo sapere se con una delle 3 deroghe Amato (poco probabile) o con la deroga Dini II, posso trasformare l’assegno sociale in pensione.Questa mia necessità nasce dall’esigenza di recarmi a fare visita a parenti che risiedono quasi tutti in Florida e in Canada, e attualmente con l’assegno sociale, non potrei allontanarmi dall’Italia per più di 10/15 giorni.In più io soffro di una persistente e virulenta psoriasi, che potrei curare in America con trattamenti che in Italia ancora non sono stati approvati dal Ministero della Sanità.Trattamento che impiegano minimo 2 mesi, e che mi risolverebbero il problema almeno per 3/4 anni. Ho anche letto che l’importo potrebbe essere 1,2 volte l’assegno sociale, ma non ho capito se sulla cifra iniziale( 460 euro) o sulla cifra attuale che percepisco visto che ho avuto la maggiorazione massima dei 70 anni.Vi sarei davvero grato se potreste aiutarmi a dipanare questa matassa,e darmi notizie certe.Ho presentato domanda di pensione il 26/07/2019 e già al 31/07/2019 mi è stata rigettata. Ho fatto il ricorso il 17/10/2019,e dopo un anno ancora nessuna risposta, come da allegato accluso. Vi ringrazio anticipatamente e colgo l’occasione per inviare distinti saluti.”

Pensione con 16 anni di contributi

Guardando il suo estratto conto contributivo sicuramente non rientra nella prima deroga Amato, potrebbe rientrare nella terza se ha almeno 10 anni di contributi versati non raggiungendo le 52 settimane massime, e ad occhio direi che non ha raggiunto la copertura totale annuale per diversi anni.

Potrebbe rientrare nella seconda deroga Amato, poi, se ha ottenuto l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria entro il 24 dicembre 1992.

Con l’opzione Dini, per esercitare la quale sono richiesti almeno 15 anni di contributi, meno di 18 anni di contributi versati prima del 1996, 5 anni di contributi almeno versati dopo il 1995, ma consideri che per le pensioni erogate interamente con il sistema contributivo (come nel caso di chi esercita l’opzione Dini) non è prevista l’integrazione al trattamento minimo.

In ogni caso l’opzione Dini per permettere l’accesso alle pensioni contributive (nel suo caso quella a 71 anni) richiede anche che entro il 2012 siano stati perfezionati ulteriori requisiti.

Nel suo caso, poi, è da considerare che diversi anni di contributi sono stati versati con cassa integrazione e mobilità che, ovviamente, hanno retribuzioni più basse rispetto all’anno di lavoro effettivo.

Se considera che per retribuzioni medie di 30mila euro l’anno ogni anno di contributi versati influisce sull’assegno pensionistico per circa 40 euro, con 16 anni di contributi su una media di tali retribuzioni spetterebbe una pensione di circa 480 euro mensili, non integrabili al minimo se si esercita l’opzione Dini.

Appare ovvio, quindi, che essendo le sue retribuzioni inferiori alla media presa in esame, la pensione che le spetterebbe sui contributi versati sarebbe di molto inferiore all’attuale assegno sociale che percepisce.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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