Pensione: aumento da agosto a novembre, ecco per chi

Simone Micocci

21 Maggio 2021 - 16:30

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La pensione aumenta tra agosto e novembre? Possibile, ma solo per chi presenta la dichiarazione dei redditi e ne risulta un credito Irpef. Diversamente c’è il rischio di un taglio dell’importo.

Pensione: aumento da agosto a novembre, ecco per chi

Per le pensioni si parla di “aumento dell’importo” a partire da agosto 2021. Non si tratta di una bufala, ma è una notizia che è importante chiarire: perché se da una parte è vero che la pensione potrebbe anche aumentare nel periodo che va da agosto a novembre 2021, dall’altra è anche vero che per alcuni pensionati potrebbe esserci un taglio dell’importo.

Come prima cosa è importante spiegare che non si tratta di una novità normativa: l’importo della pensione in sé resta invariato, ma sul cedolino potrebbero scattare delle voci che - a seconda dei casi - possono portare a un aumento o alla riduzione dell’assegno.

Per capire il motivo di quella che non è una novità, visto che si ripete ogni anno, bisogna guardare alla campagna 730/2021: partita dal 19 maggio 2021, con la possibilità di modificare il modello precompilato, e in scadenza il 30 settembre 2021, con questa si andrà a verificare se il pensionato e a debito o credito Irpef e, a seconda della situazione, potrà esserci appunto un rimborso - e dunque un aumento - oppure una decurtazione - con conseguente riduzione - della pensione.

La pensione aumenta tra agosto e novembre? Ecco perché

Se la pensione aumenta tra agosto e novembre è perché dalla dichiarazione dei redditi presentata con modello 730/2021 ne è risultato un credito Irpef. In poche parole il pensionato ha pagato nel 2020 più tasse di quanto effettivamente dovuto e quindi ha diritto a un rimborso.

Ad esempio, si può risultare a credito nel caso in cui in sede di dichiarazione dei redditi si sia usufruito di qualche detrazione, la quale appunto consente di “risparmiare” sulle imposte dovute.

Per chi in sede di dichiarazione dei redditi può vantare un credito Irpef, quindi, è in arrivo nei prossimi mesi un rimborso di cui si farà carico direttamente l’Inps, in qualità di sostituto d’imposta.

La pensione diminuisce tra agosto e novembre? Ecco perché

Diversamente, per coloro che dalla dichiarazione dei redditi risulterà un debito Irpef, ossia che il pensionato ha pagato meno di quanto avrebbe dovuto, scatterà un taglio in quanto l’Inps decurterà tanta pensione quanto necessario per saldare il debito.

Ad esempio, potrebbe essere il caso di chi oltre alla pensione percepisce anche altri redditi.

Quando c’è il rimborso o l’addebito Irpef sulla pensione

A seconda delle situazioni, quindi, la pensione potrebbe aumentare ma anche diminuire. Tutto dipende dalla situazione fiscale del pensionato.

Per quanto riguarda le tempistiche vi abbiamo già anticipato che il rimborso o l’addebito risultante dal conguaglio Irpef è in programma tra agosto e novembre.

In un approfondimento pubblicato nei giorni scorsi vi abbiamo già spiegato il motivo per cui quest’anno l’attesa per il rimborso 730/2021 è più lunga per i pensionati. Questo perché con la modifica delle tempistiche per la presentazione del modello 730/2021, per il quale appunto c’è tempo fino al 30 settembre, sono anche cambiate le date per l’accredito del rimborso fiscale e delle operazioni di conguaglio a debito.

La data di aumento - o riduzione - dell’importo della pensione dipende appunto da quando si presenta la dichiarazione dei redditi. Sappiamo, ad esempio, che per avere diritto al rimborso già nel cedolino della pensione di agosto bisogna inviare la dichiarazione dei redditi entro il mese corrente.

Più si ritarda la presentazione della dichiarazione dei redditi e più si rinvia il momento del rimborso o dell’addebito. Ad esempio, per chi aspetta gli ultimi giorni l’appuntamento è per il cedolino di novembre.

Ricordiamo, prima di concludere, che non tutti i pensionati sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi. Sono esonerati, infatti, coloro che non hanno altri redditi oltre a quello di pensione e quindi con un unico sostituto d’imposta (l’Inps in questo caso) e non hanno interesse a beneficiare delle detrazioni oggi riconosciute.

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