Pensione anticipata: cos’è l’Ape Rosa?

Stefania Manservigi

1 Aprile 2018 - 16:30

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La mancata approvazione della proroga di Opzione donna ha aperto il problema della pensione anticipata al femminile. Ecco dunque l’Ape rosa: ma in cosa consiste?

Nonostante le richieste pressanti da parte delle lavoratrici donne, che per mesi si sono battute per la proroga della misura ad esse dedicata, nell’ultima Legge di Bilancio non è stata inserita nessuna forma di prosecuzione di Opzione donna, la misura di pensione anticipata che consentiva alle lavoratrici di sesso femminile in possesso dei requisiti richiesti di andare in pensione con 57/58 anni di età e 35 anni di contributi, accettando una decurtazione sull’assegno pensionistico.

La mancata proroga di Opzione donna ha lasciato di fatto sprovviste le lavoratrici donne dell’unica forma di pensione anticipata ad esse riservata, che risolveva, in parte, le difficoltà di tutte quelle donne che si sono trovate ad essere divise tra vita familiare e vita professionale.

Non tutto, tuttavia, è andato perso: con la Legge di Bilancio, infatti, dopo mesi di discussioni, il Governo ha approvato la cosiddetta Ape rosa, una forma di sconto contributivo riservata alle donne. Ma di cosa si tratta nello specifico?

Cos’è l’Ape rosa?

Di Ape rosa o, meglio ancora, di Ape social rosa se n’è parlato per mesi, soprattutto quando è diventato chiaro che il Governo non avrebbe optato per la prosecuzione di Opzione donna e si è resa necessaria la ricerca di una soluzione alternativa.

L’Ape rosa mira infatti ad estendere la platea femminile che può accedere all’Ape sociale, una delle misure di pensione anticipata introdotte con la Legge di Stabilità 2017, che prevede l’erogazione mensile di un importo fino a 1500 euro che accompagna il lavoratore alla pensione di vecchiaia.

Nelle previsioni iniziali l’Ape rosa doveva prevedere il riconoscimento dei lavori di cura, per consentire a tutte quelle donne divise tra vita professionale e vita familiare, di poter ottenere uno sconto contributivo in vista del prepensionamento.

Nella Legge di Bilancio 2018, tuttavia, l’Ape rosa si è tradotto in un semplice sconto contributivo destinato alle lavoratrici madri: le donne in possesso dei requisiti necessari per accedere all’Ape sociale, infatti, possono ottenere grazie a questa nuova forma di pensione anticipata uno sconto contributivo di un anno per ogni figlio avuto, per un massimo di due anni di sconto totali. Una formula che ha fatto discutere, perché escluderebbe dai benefici quelle donne che, pur non avendo figli, si trovano a doversi prendere cura dei familiari.

Chi può accedere all’Ape rosa?

Come si può intuire da quanto detto in precedenza, non tutte le donne possono accedere all’Ape rosa. Lo sconto contributivo è infatti riservato a quelle lavoratrici che rispettino determinati requisiti.

Possono usufruire dello sconto previsto dall’Ape rosa le seguenti categorie di lavoratrici:

  • le donne disoccupate, licenziate o che abbiano rassegnato le proprie dimissioni, che non percepiscono da almeno tre mesi la prestazione di disoccupazione;
  • le donne con un’invalidità pari o superiore al 74%;
  • le cosiddette caregiver, ossia le donne che devono assistere un parente con handicap grave e disabilità invalidante (in base alla legge 104);
  • le donne impegnate in attività lavorative definite gravose. I lavori gravosi riconosciuti, al momento, sono 15 e, per accedere a questa forma di Ape al femminile, è necessario come per l’Ape sociale classico aver svolto uno di questi lavori per almeno sei anni nell’arco degli ultimi sette oppure per almeno sette anni nell’arco degli ultimi dieci.

Le lavoratrici madri in possesso dei requisiti, quindi, potranno accedere alla pensione anticipata con 34 o 35 anni di contributi (a seconda del numero di figli) al posto dei 36 richiesti per l’Ape sociale classico.

Quando fare domande per l’Ape rosa?

Per tutte le donne in possesso dei requisiti, e interessate a usufruire degli sconti contributivi predisposti da questa forma femminile di Ape sociale, esistono più finestre per poter inoltrare la domanda.

La prima finestra è scaduta il 31 marzo, mentre la seconda scadrà il 15 luglio.

E’ possibile, in ogni caso, presentare la domanda di pensione anticipata tramite Ape sociale rosa fino al 30 novembre ma queste richieste verranno accettate solo nel caso avanzino dei fondi.

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