Pensione con Quota 100: come funziona per i dipendenti pubblici

Quota 100 conterrà delle norme specifiche per i dipendenti pubblici: questi potranno andare in pensione comunicando la propria intenzione con 9 mesi di anticipo.

Vi abbiamo già parlato di come funziona la Quota 100 - la nuova misura per il pensionamento anticipata che verrà introdotta nel 2019 - per la generalità dei lavoratori.

Per andare in pensione con questa misura bisogna avere 38 anni di contributi indipendentemente dall’età, con quest’ultima che però non può essere inferiore ai 62 anni. Si potrà andare in pensione alla prima finestra di accesso successiva alla data in cui sono stati maturati i requisiti necessari per Quota 100; nel dettaglio, le finestre di accesso saranno previste ad aprile, ottobre, luglio e gennaio.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, però, ci sono delle precisazioni da fare dal momento che, come confermato dal Ministro della Pubblica Amministrazione - l’avvocato Giulia Bongiorno - per gli statali saranno introdotte delle norme ad hoc per andare in pensione con Quota 100.

È molto probabile che per chi lavora nella Pubblica Amministrazione ci sia un obbligo di preavviso di pensionamento: in poche parole, coloro che vorranno accedere alla pensione con Quota 100 dovranno comunicarlo con largo anticipo all’amministrazione di appartenenza.

Dipendenti pubblici in pensione con Quota 100: cosa cambia?

A differenza dei dipendenti privati, i quali dovranno attendere al massimo 3 mesi per andare in pensione con Quota 100, per chi lavora nella pubblica amministrazione saranno previste delle norme ad hoc.

Nel 2019 saranno circa 400mila i lavoratori che potenzialmente potranno accedere a Quota 100, di cui 180mila nella Pubblica Amministrazione. A tal proposito il Ministro Bongiorno ha dichiarato che per ogni uscita ci sarà una nuova assunzione per il pubblico impiego, con un turnover al 100%.

Questo per merito di una norma, già finanziata, per la quale la Bongiorno si è battuta fin dal primo giorno successivo al suo insediamento presso il Ministero della PA:

“Fin dal primo giorno abbiamo detto che noi avremmo investito nella Pubblica Amministrazione, e così sarà”.

Tuttavia per poter organizzare dei concorsi pubblici ci vuole del tempo, ed è per questo che bisognerà limitare, almeno temporalmente, l’esodo da parte dei dipendenti pubblici che dal prossimo anno matureranno i requisiti per Quota 100.

Per questo motivo nel decreto legge che disciplina il funzionamento di Quota 100 - che secondo Di Maio dovrebbe essere pronto entro Natale - sarà prevista una norma ad hoc che obbliga i dipendenti pubblici a comunicare con un anticipo di 9 mesi se intendono o meno ricorrere a questa misura.

Ma come funzionerà il preavviso di 9 mesi? Al momento ancora non ne abbiamo la certezza visto che il decreto non è ancora pronto, tuttavia possiamo fare alcune ipotesi.

Preavviso Quota 100 per i dipendenti pubblici: le opzioni possibili

Ad oggi ci sono due differenti ipotesi per ritardare l’accesso a Quota 100 per i dipendenti del pubblico impiego.

La prima è quella per cui per i dipendenti pubblici saranno previste solamente due finestre di accesso durante l’anno: la prima prevista per ottobre 2019 alla quale potranno accedere coloro che maturano i requisiti per la pensione tra gennaio e settembre del 2019, mentre la seconda sarà prevista per aprile del 2020, per coloro che maturano i suddetti requisiti tra ottobre 2019 e marzo del 2020.

La seconda ipotesi, più probabile secondo le notizie in nostro possesso, è quella di una finestra mobile per i dipendenti pubblici che ricorrono a Quota 100. Si tratta in poche parole dello stesso meccanismo che ad esempio è previsto per Opzione Donna, la misura che consente alle lavoratrici di andare in pensione a 57 anni per le dipendenti e 58 anni per le autonome (più gli adeguamenti con le aspettative di vita, che dovrebbe portare all’incremento di un anno) al raggiungimento di 35 anni di contributi.

Con Opzione Donna al raggiungimento dei suddetti requisiti si può fare domanda per il pensionamento, tuttavia per percepire il primo assegno previdenziale bisogna attendere un arco temporale di 12 mesi (per le dipendenti) o 18 mesi (per le autonome) per effetto della finestra mobile.

In tal caso, quindi, per i dipendenti pubblici Quota 100 non prevede finestre di accesso bensì finestre mobili che a differenza di quelle previste per Opzione Donna avranno una durata inferiore, di “appena” 9 mesi.

Ricordiamo comunque che al momento si tratta solamente di indiscrezioni poiché non c’è ancora nulla - o quasi - di scritto per Quota 100; ad esempio, non sappiamo ancora se per i dipendenti pubblici ci saranno o meno penalizzazioni sul TFR, come si era vociferato qualche settimana fa, così da limitare gli esborsi da parte dello Stato per la riforma delle pensioni.

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