Pensione 2014 per Ingegneri ed Architetti: le novità di Inarcassa

A seguito del Decreto Salva Italia, Inarcassa ha deliberato una Riforma previdenziale, che ha sancito il passaggio al metodo di calcolo contributivo in base pro-rata e ha introdotto la Pensione di vecchiaia unificata.

Inarcassa è la Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti. Gli iscritti sono più di 165.000, di cui il 40% ha meno di 40 anni di età, mentre i pensionati sono oltre 14.500. Il patrimonio ammonta a 6,5 miliardi di euro al 31 dicembre 2012.

Inarcassa è nata nel 1958 come ente pubblico per la previdenza e l’assistenza degli Ingegneri ed Architetti liberi professionisti, ma dal 1995 è un’associazione privata. L’iscrizione per ingegneri ed architetti che svolgono la libera professione è un obbligo che risponde a dei requisiti specifici, quali:

  • iscrizione all’albo professionale;
  • non assoggettamento ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • possesso di Partita IVA individuale e/o di associazione o società di professionisti.

Inarcassa si occupa di gestire servizi e convenzioni, nonchè di fornire prestazioni assistenziali e previdenziali. A tal proposito a seguito del D.L. n. 201/2011 (Decreto Salva Italia), Inarcassa ha deliberato una Riforma strutturale del proprio sistema previdenziale (di cui potete leggere i punti qualificanti cliccando QUI), che ha sancito il passaggio al metodo di calcolo contributivo in base pro-rata per assicurare l’equilibrio strutturale dei conti finanziari di lungo periodo, approvata il 19 novembre 2012 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Con La Riforma di Inarcassa dal 1 gennaio 2013 è stata introdotta la Pensione di vecchiaia unificata, mentre sono state abolite (salvo quanto previsto dalle norme transitorie) le attuali pensione di vecchiaia, prestazione previdenziale contributiva e pensione di anzianità (con le seguenti eccezioni, vedi sotto).

Requisiti per la Pensione di vecchiaia unificata

E’ possibile accedere alla Pensione di vecchiaia unificata al possesso dei seguenti requisiti:

  • età pensionabile ordinaria: dagli attuali 65 anni, a partire dal 2014, elevazione di 3 mesi per anno, fino ad arrivare a 66 anni; successivamente adeguamento automatico alla speranza di vita. E’ prevista, tuttavia, la possibilità di anticipare il pensionamento a partire dai 63 anni (la quota “contributiva” sarà calcolata sulla base di coefficienti di trasformazione provvisori) oppure di posticiparlo a 70 anni;
  • anzianità contributiva minima: dagli attuali 30 anni, a partire dal 2014, aumento di 6 mesi per anno fino ad arrivare a 35 anni nel 2023. Non è prevista una anzianità contributiva minima al raggiungimento dei 70 anni di età: in questo caso, tuttavia, la pensione verrà calcolata interamente con metodo contributivo.

Inoltre gli iscritti prima del 29/01/1981 possono andare in pensione con almeno 65 anni di età ed almeno 20 anni di anzianità solo se maturano tali requisiti entro il 19/11/2015.

Come si calcola la Pensione di vecchiaia unificata?

La nuova Pensione di Vecchiaia Unificata è composta da due quote:

  • una relativa ai periodi maturati fino al 31 dicembre 2012, calcolata con il metodo vigente fino a tale data;
  • una contributiva, per le anzianità a partire dal 1° gennaio 2013.

Nel primo caso dobbiamo fare una distinzione tra:

  • la quota retributiva, calcolata con le regole in vigore prima della Riforma del 2012 secondo questi principi:
    - periodo di riferimento per calcolo reddito medio pensionabile: i migliori 22 redditi degli ultimi 27 dichiarati (il reddito relativo all’anno fiscale 2012 è l’ultimo reddito utile per il calcolo della quota retributiva di pensione). Se il numero dei redditi è inferiore, la media reddituale è computata escludendo un reddito ogni cinque anni di anzianità maturata fino ad un massimo di quattro;
    - riduzione quota retributiva in caso di pensionamento anticipato: determinata in modo da rendere equivalente, in termini attuariali, l’anticipo del pensionamento rispetto all’età ordinaria.
  • la quota contributiva, calcolata con le regole in vigore prima della Riforma del 2012, per coloro che non hanno accesso ai requisiti necessari al trattamento retributivo.

Per gli iscritti che abbiano maturato almeno 20 anni di anzianità contributiva entro il 31/12/2012, all’età di 70 anni continua ad applicarsi il pro rata a condizione di aver maturato un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.

Nel secondo caso, quindi dal 1 gennaio 2013, il montante è formato da:

  • contributo soggettivo;
  • contributo facoltativo;
  • parte del contributo integrativo;
  • contributi figurativi riconosciuti per le agevolazioni contributive.

Ed è rivalutato come segue:

  • con variazione media quinquennale del monte redditi degli iscritti alla Cassa (“Pil Inarcassa”), con un valore minimo dell’1,5%. E’ prevista inoltre la possibilità di un’ulteriore rivalutazione con parte del rendimento realizzato sul patrimonio della Cassa, subordinatamente alla verifica della sostenibilità;
  • con coefficienti di trasformazione specifici, “per coorte”, e soggetti ad aggiornamento annuo, con riferimento alla coorte che raggiunge l’età ordinaria di pensionamento.

In generale:

La pensione minima

La pensione minima viene mantenuta anche nel metodo contributivo, ma non viene erogata nei seguenti casi:

  • se l’ ISEE del nucleo familiare del pensionando sia superiore a 30.000 euro annui (rivalutati);
  • se si va in pensione a 70 anni senza aver maturato il requisito contributivo minimo;
  • se il pensionato ha un trattamento pensionistico diretto di altro Ente;
  • nel caso di prestazione previdenziale contributiva;
  • nei casi di pensione di anzianità e pensione di vecchiaia unificata anticipata;
  • nel caso di totalizzazione.

L’importo della pensione minima non può essere superiore alla media dei venti redditi professionali rivalutati precedenti il pensionamento (condizione non prevista per i trattamenti di invalidità, inabilità e indiretti ai superstiti).


N.B. La pensione di anzianità è eliminata con le seguenti eccezioni:

  • per gli iscritti che al 31/12/2012 raggiungono quota 97 avendo almeno 58 anni di età con almeno 35 anni di anzianità (la domanda deve essere presentata entro il 31/12/2013 e la cancellazione dall’Albo entro i sei mesi successivi alla data della domanda);
  • per gli iscritti che al 5/03/2010 avevano maturato almeno 55 anni di età e almeno 30 anni di contribuzione (la domanda deve essere presentata entro un anno dalla data di maturazione dei requisiti e la cancellazione dall’Albo entro i sei mesi successivi alla data della domanda).

Iscriviti alla newsletter Lavoro e Diritti

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.