Penna blu o nera per firmare? Cosa dice la legge

Isabella Policarpio

21/02/2020

20/04/2021 - 12:11

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Che penna usare per firmare documenti, contratti e partecipare ai concorsi pubblici, quella blu o quella nera? Talvolta il colore dell’inchiostro può fare la differenza. Ecco cosa dice la legge.

Penna blu o nera per firmare? Cosa dice la legge

Bisogna firmare con la penna blu o la penna nera? Questo è uno dei dubbi più comuni, anche se fin dalle scuole elementari ci hanno insegnato che la penna nera è preferibile a quella blu per firmare documenti ufficiali. In realtà non c’è nessuna legge che dice quale inchiostro scegliere, per questo bisogna attenersi alle consuetudini, ovvero alle abitudini e alle regole “non scritte” che vengono seguite comunemente dalla maggior parte delle persone.

Quindi, in assenza di disposizioni specifiche, in linea di massima si può firmare sia con la penna blu che con la penna nera. Questo vale per i contratti, per le scritture private dal notaio, per le raccomandate e così via.

Talvolta però, usare la penna blu o nera può fare la differenza, in particolare nei concorsi pubblici o negli esami di abilitazione professionali (ad esempio l’esame di avvocato); vediamo il perché e quali possono essere le conseguenze di usare una penna anziché l’altra.

Firmare documenti, quando si usa la penna nera?

Come ci è stato impartito da piccoli, la penna nera nella maggior parte dei casi è più indicata per firmare documenti, contratti e atti ufficiali, anche se si tratta di una regola non scritta.

La penna con inchiostro di colore nero è preferita perché rende più semplice la scansione e macchia di meno il foglio rispetto al blu. È credenza diffusa, inoltre, che il nero sia più formale e professionale rispetto agli altri colori. Si tratta però di una convenzione sociale e non di una regola.

Si può usare la penna blu?

Quindi, in mancanza di previsioni contrarie, nessuna norma vieta di firmare con la penna blu. Anzi in alcuni casi questa è preferibile rispetto alla nera perché riduce il rischio di falsificazioni e contraffazioni dei documenti. Ciò perché un documento copiato con una fotocopiatrice di alta qualità e uno firmato con la penna nera sono molto simili, invece se la compilazione è avvenuta con l’inchiostro blu è più semplice distinguere l’originale dalla copia.

Concorsi pubblici, che penna utilizzare?

Come abbiamo visto, nell’assenza di precise indicazioni di legge, il più delle volte non c’è alcuna differenza tra la penna blu e quella nera, a meno che l’ente in questione non indichi espressamente quale inchiostro preferire.

Attenzione però, perché nei concorsi pubblici o negli esami di abilitazione professionale le cose possono cambiare. Solitamente si richiede di utilizzare la penna nera, e chi non rispetta la regola rischia addirittura l’esclusione dalla prova. I motivi sono essenzialmente due:

  • la penna nera è preferibile per la lettura ottica delle risposte segnate dai candidati;
  • usare penne di colori diversi potrebbe facilitare l’identificazione del candidato e quindi aumentare i rischi di trattamenti preferenziali da parte degli esaminatori.

Sull’argomento però ci sono pareri contrastanti; in alcune occasioni il TAR ha stabilito che il colore dell’inchiostro non può essere considerato un metodo idoneo al riconoscimento del candidato, ma la giurisprudenza è divisa. Quindi perché rischiare? Meglio preferire la penna nera, così come consigliavano le maestre alle Elementari.

Penna blu, nera e rossa a Scuola

Quanto abbiamo visto non vale nell’ambito dell’insegnamento. Questo perché a Scuola il colore dell’inchiostro svolge un’importante funzione didattica: serve a sottolineare i concetti significativi, evidenziare gli errori e dare suggerimenti. Quindi in ambito scolastico è del tutto lecito, anzi necessario, utilizzare penne di inchiostri diversi.

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