Patto di Stabilità: la proposta di Gentiloni sul debito dei Paesi

Violetta Silvestri

29 Dicembre 2021 - 13:21

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La riforma del Patto di Stabilità è il tema caldo del 2022 in UE. Il commissario Gentiloni ha espresso la sua idea per il limite al debito. Il punto cruciale è, soprattutto per l’Italia.

Patto di Stabilità: la proposta di Gentiloni sul debito dei Paesi

Il 2022 sarà un anno importante per la riforma del Patto di Stabilità in Unione Europea.

Dopo la sospensione durante la pandemia e la crescita dei livelli di debito da parte dei Paesi membri, il dibattito sulle regole comunitarie si sta facendo complesso.

L’ultima novità è l’idea del commissario UE Gentiloni: cosa propone per riformare il Patto di Stabilità e, soprattutto, la gestione dei livelli di debito?

La proposta di Gentiloni su debito e Patto di Stabilità

Il commissario per l’Economia dell’Unione Europea lancia l’idea di fissare un tetto al debito su base individuale per gli Stati membri.

Regole differenziate, quindi, che andrebbero applicate in base alle caratteristiche del bilancio di ogni Paese. La cornice di queste dichiarazioni è il tema della riforma del Patto di stabilità dell’UE che Gentiloni intende presentare intorno alla metà del 2022, ha detto al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung .

Il commissario ha spinto su una discussione per rivedere le regole sul debito dell’UE alla luce delle tensioni economiche causate dalla crisi del coronavirus.

Italia e Francia, per esempio, hanno scritto giorni fa un documento comune proprio per rimarcare la necessità di superare la logica di austerità nell’UE.

Da ricordare che il limite del 60% del PIL di debito previsto dal Patto di Stabilità è stato ampiamente superato con gli interventi straordinari di spesa pubblica affrontati dalle nazioni durante la pandemia.

Gentiloni ha quindi esposto la sua proposta: “Non possiamo raggruppare tutti i Paesi insieme. Le differenze negli (attuali) rapporti di indebitamento sono troppo alte per questo.”

L’argomento è assai delicato, soprattutto per nazioni come l’Italia, solitamente legati a rapporti molto elevati di debito/PIL, ora volato al 153,5%. La fine degli acquisti straordinari della BCE nell’ambito del PEPP potrebbe avere contraccolpi sulle finanze italiane.

Anche per questo il tema della riforma del Patto di Stabilità è cruciale.

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