Pascucci (Italia in Comune): “Necessario un sottosegretario per il dialogo con gli Enti Locali”

Intervista ad Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune, che lancia l’Agenda Urbana firmata da oltre 200 sindaci e consegnata al premier Conte: “Al nuovo esecutivo chiediamo di uscire dagli schemi imposti dai selfie e dagli annunci spot e riprendere presto in mano i temi fondamentali per gli italiani e il Paese”.

Pascucci (Italia in Comune): “Necessario un sottosegretario per il dialogo con gli Enti Locali”

Siamo contenti per il bene degli italiani che la prima esperienza sovranista al governo sia letteralmente fallita”. Non fa nulla per nascondere una certa soddisfazione per la fine dell’alleanza gialloverde Alessio Pascucci - coordinatore nazionale di Italia in Comune - che adesso però chiede al nuovo esecutivo un cambio di passo rispetto al precedente.

Fiducia quindi in questo inaspettato simposio tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, anche se c’è più scetticismo sulla possibilità di replicare questo schema anche a livello locale a iniziare dalle elezioni regionali in programma nei prossimi mesi, ma anche una richiesta precisa al nuovo governo: l’istituzione di un apposito sottosegretario, magari al MEF, che si possa dedicare al dialogo con gli Enti Locali.

Oltre alla creazione di questa nuova figura, Italia in Comune per mezzo del proprio deputato Serse Soverini ha consegnato direttamente nelle mani del premier Giuseppe Conte l’Agenda Urbana, ovvero un patto che si snoda in dieci punti e che è stato sottoscritto - in maniera trasversale - da oltre 200 sindaci e amministratori locali.

Pascucci: “Un’alleanza tra Pd e M5S nei territori la vedo complessa

In un momento politico più che delicato per il nostro paese, con la nascita del nuovo governo M5S-PD che subito dovrà affrontare una manovra economica molto complessa, abbiamo intervistato Alessio Pascucci sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Italia in Comune.

Alle Europee vi siete presentati con + Europa, questa alleanza può proseguire oppure Italia in Comune ha in mente un’altra strada?

Quell’alleanza è stata costruita su dinamiche europee, perché Italia in Comune è un partito fortemente europeista che crede nel valore aggiunto che l’Unione Europea può dare al nostro Paese. Il dialogo con +Europa è quindi sempre aperto e se ci saranno le condizioni per costruire qualcosa insieme noi siamo pronti a valutarne le prospettive.

Alla luce del buon risultato ottenuto dai Verdi lo scorso 26 maggio, non c’è un po’ di rimpianto per non aver proseguito insieme?

Abbiamo un grande feeling con i Verdi Europei, condividiamo con loro tutti i temi legati alla sostenibilità urbana, che sono poi al centro dell’agenda di governo in tutti i comuni rappresentati da Italia in Comune. Non abbiamo rimpianti per come è andata la trattativa con i Verdi Italiani perché Italia in Comune, fin dall’inizio, ha sempre lavorato per allargare il fronte dell’alleanza ma purtroppo non c’erano le condizioni. Resto comunque convinto che il futuro sia mettere insieme tutte le forze progressiste del Paese sotto una grande impronta ecologista.

Nei prossimi mesi ci saranno le regionali in Umbria, Calabria ed Emilia Romagna, il posto di Italia in Comune sarà nelle coalizioni di centrosinistra?

Quanto avvenuto a livello nazionale, con un nuovo governo capace di sconfiggere i sovranisti, sta già avendo delle ripercussioni a livello locale e sono certo che se il fronte progressista sarà in grado di ricompattarsi riusciremo a respingere la destra consentendo al Paese di avere governi stabili capaci di dialogare in maniera costruttiva con l’Europa, senza assistere ai gravi e nocivi strappi istituzionali a cui siamo stati abituati in questo ultimo anno. Quanto alle prossime regionali Italia in Comune è nato come un partito a forte vocazione territoriale, quindi dall’Umbria alla Calabria, dall’Emilia Romagna alla Puglia e alla Toscana noi saremo pronti a rappresentare una forza progressista che si colloca tra i progressisti del centrosinistra, rispettando le indicazioni che verranno fatte dai nostri rappresentanti nei territori.

A livello nazionale con il Conte-bis c’è stata questa alleanza tra PD e 5 Stelle. Lei pensa che il centrosinistra possa allargarsi in pianta stabile al Movimento già a partire dalle regionali?

Un’alleanza fra Pd e M5S nei territori la vedo complessa come è complessa spesso l’alleanza fra Pd e forze della sinistra e tra Pd e civici nei territori. Un grande limite della politica a livello locale è che tendono a prevalere i personalismi rispetto al dialogo e alla convergenza sui temi e sui programmi. Finora i grandi partiti della sinistra hanno commesso l’errore di chiudersi al dialogo e al confronto ma sono convinto che la nuova strada intrapresa da questo governo sia un’occasione importante per costruire grandi alleanze territoriali che consentano di governare il Paese.

Dalle sue parole si evince un endorsement a questo governo. Italia in Comune che posizione ha preso nei confronti del governo giallorosso?

Siamo contenti per il bene degli italiani che la prima esperienza sovranista al governo sia letteralmente fallita. È un fatto che il Governo del cambiamento in un anno ha portato la stagnazione dell’economia, il Pil senza crescita e il debito pubblico alle stelle. Facciamo un in bocca al lupo al nuovo esecutivo al quale chiediamo di uscire dagli schemi imposti dai selfie e dagli annunci spot e riprendere presto in mano i temi fondamentali per gli italiani e il Paese: sviluppo sostenibile e difesa dell’ambiente, istruzione, lavoro e un piano nazionale per gli investimenti che faccia ripartire l’Italia.

Avete anche lanciato un Agenda Urbana dei Sindaci. Di che si tratta?

La scorsa settimana, attraverso il nostro deputato Serse Soverini, Italia in Comune ha consegnato al premier Conte un patto in dieci punti firmato da oltre 200 tra sindaci e amministratori locali di colori politici diversi. Nei prossimi giorni incontreremo una delegazione della nuova maggioranza per chiedere al governo di aprire un tavolo permanente con i sindaci per rimettere al centro del dibattito alcuni temi imprescindibili come la sostenibilità ambientale, le periferie, il contrasto alle disuguaglianze sociali, un patto per il sud, la scuola e la cultura, l’abolizione dei due decreti sicurezza, una legge elettorale che ripristini le preferenze come strumento di scelta dei propri rappresentanti. Al governo chiederemo di istituire la figura di un sottosegretario, possibilmente in un ministero chiave come il Mef, che si occupi del dialogo con gli Enti Locali. I Sindaci hanno ben chiara la visione del futuro del Paese reale. Sappiamo di essere un’importante risorsa per tutta la Nazione e un termometro delle esigenze quotidiane dei cittadini ma pretendiamo che si riparta dai contenuti, innanzitutto per promuovere l’accesso ai diritti essenziali per tutti i cittadini, diritti ancorati all’interno della nostra Costituzione, sulla quale noi Sindaci giuriamo una volta eletti.

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