Partita IVA: Renzi triplica le tasse. E’ corsa all’apertura entro il 2014, ma potrebbe esserci la fregatura

Partita Iva: la legge promossa dal Governo Renzi e approvata dalla Camera triplica le tasse a partire dal 2015. Per evitare il salasso, molti provano ad aprirla con l’attuale regime, ma la fregatura potrebbe arrivare comunque. Ecco perché

Il Governo Renzi triplica le tasse sul regime dei minimi, il regime fiscale agevolato introdotto nel 2007 dal Governo Prodi destinato alle partite IVA che abbiano ricavi non superiori ai 30mila euro annui e che, fino al 31 dicembre 2014 è soggetto al 5% di imposta sostitutiva IRPEF per 5 anni.

Partite Iva, regime dei minimi 2015: tasse triplicate
La Legge di stabilità 2015 stabilisce un cambiamento fondamentale per quanto riguarda il regime dei minimi: le tasse passeranno infatti dal 5% al 15%, tre volte l’importo attuale dunque. Ma non solo, perché dal prossimo anno si riduce anche la platea di coloro che possono beneficiare dell’agevolazione, portando il limite reddituale a 15mila euro annui per i professionisti e a 40mila euro l’anno per i commercianti.
Infine, mentre fino al 2014 l’imposta viene conteggiata sul reddito realmente prodotto, dall’anno prossimo entreranno in vigore delle soglie preordinate in base al tipo di attività, indipendentemente dai costi sostenuti.

Partite Iva, Regime dei minimi, tasse al 15%: conseguenze
La decisione presa dal Governo Renzi e l’approvazione della Legge da parte della Camera hanno comportato una vera e propria corsa alla Partita IVA. La modifica infatti entrerà in vigore a partire dal 1°gennaio 2015, quindi chiunque voglia pagare meno tasse (5% al posto del 15%) ha deciso di anticipare i tempi e aprire una partita IVA entro il 31 dicembre 2014.

Partita Iva, regime dei minimi: fregatura
Aprire una partita Iva entro il 31 dicembre 2014 potrebbe però non bastare a salvare i contribuenti dal salasso previsto per il 2015. Secondo alcuni esperti infatti, la sola apertura non è sufficiente per rientrare nel vecchio regime, ma i soggetti dovrebbero anche fatturare un minimo, al fine di evitare la contestazione dell’Agenzia delle Entrate.

Le più colpite dalla nuova Legge saranno le cosiddette «finte partite IVA», cioè lavoratori de facto dipendenti che però non possiedono gli stessi diritti di questi ultimi. Dall’anno prossimo questi ultimi non avranno diritti, ma pagheranno tre volte l’importo attutale.

La riforma potrebbe dunque comportare un aumento del lavoro nero, conseguenza che anche in Parlamento non viene sottovalutata. Per questo motivo, gli esperti starebbero studiando alcune modifiche per «alleggerire» l’impatto della Legge, modifiche che però non cambieranno la sostanza dei fatti.

Iscriviti alla newsletter Fisco e Tasse

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.