La pandemia ha garantito la pace sociale del debito. Il problema, ora, è mantenerla

Mauro Bottarelli

13 Giugno 2021 - 17:41

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Il Covid ha comportato perdite al Pil Usa per 16 trilioni di dollari, 3 volte il costo delle guerre al terrore. Ma permesso deficit senza precedenti. E un welfare pressoché onnipresente. E adesso?

La pandemia ha garantito la pace sociale del debito. Il problema, ora, è mantenerla

«Il modo per sconfiggere la borghesia è quello di schiacciarla fra due ruote del mulino: inflazione e tassazione». Così parlò Vladimir Il′ič Lenin, uno che l’argomento lo conosceva bene. Joe Biden e Jerome Powell sono forse dei rivoluzionari comunisti sotto mentite spoglie? Apparentemente, no. Questo grafico
Lenin1 Fonte: Bloomberg
mostra infatti come la ricchezza dei cittadini Usa sia cresciuta ancora nel corso del primo trimestre di quest’anno, qualcosa come altri 5 trilioni di dollari che hanno portato il totale alla cifra record assoluta di 136,9 trilioni. Le voci che maggiormente hanno guidato l’incremento? Circa 3,2 trilioni riconducibili all’apprezzamento del valore di detenzioni in titoli azionari e 968 miliardi dal real estate.

Insomma, se l’intenzione è quella di colpire la classe media, per ora la si sta facendo ricca. Ma c’è un serio, drammatico e sistemico problema che sottende l’intera dinamica del mondo post-Covid. Ed è rappresentato plasticamente da questi due grafici.
Lenin2 Fonte: Deutsche Bank
Lenin3 Fonte: Bloomberg
Il primo è stato elaborato dal centro studi di Deutsche Bank e ci mostra come la narrativa cambi, quando i livelli reddituali personali vengono conteggiati in base al discrimine dell’intervento federale di sostegno al reddito. E stando all’ultima rilevazione, su un totale di 15 milioni di americani che beneficiano di programmi di welfare, oggi sono ancora oltre 11 milioni i cittadini che godono di una qualche forma di sostegno alla disoccupazione direttamente legato all’emergenza pandemica.

Come mostra il secondo grafico, questo nonostante il dato record delle nuove aperture di attività economiche. Tradotto, il lavoro c’è ma si preferisce percepire l’aiuto dello Stato. Magari, arrotondandolo con un’occupazione in nero. E la linea rossa del grafico parla chiaro: da oltre un anno, encefalogramma piatto a livello di calo nelle richieste continuative di sussidio. Forse, Joe Biden e Jerome Powell hanno deciso di combattere la borghesia in altro modo: non distruggendola con il combinato di tasse e inflazione, per altro già alle porte. Bensì rendendola schiava del sostegno federale. Una morte, se possibile, ancor peggiore.

Ad aprire le porte a questa prospettiva sono questi due grafici,
Lenin4 Fonte: VisualCapitalist
Lenin5 Fonte: VisualCapitalist
i quali fanno riferimento all’ultimo studio sull’impatto economico-sociale della pandemia condotto dai ricercatori della Harvard University e intitolato The COVID-19 Pandemic and the $16 Trillion Virus. Già, il costo economico del Covid per l’America è stato quasi triplo rispetto a quello sostenuto per tutte le guerre al terrorismo condotte dopo l’11 settembre. E quale sembra essere l’inconfessabile nesso fra i due eventi traumatici, amplificato però all’ennesima potenza? Se i tragici fatti di New York generarono una risposta di Pil poderosa grazie al moltiplicatore della crescita per antonomasia d’Oltreoceano, il warfare del complesso bellico-industriale, il Covid ha garantito la messa in campo di un finanziamento a deficit senza precedenti e totalmente insostenibile, stante le dinamiche già presenti nei conti del Treasury, come mostra il grafico.
Lenin6 Fonte: Bank of America

Come? Semplice, istituzionalizzando il QE. La monetizzazione strutturale del debito, il finanziamento diretto degli scostamenti di bilancio. E le cifre parlano chiaro: la Fed, grazie al Covid, non solo ha potuto operare su una scala di intervento enorme ma giustificata da 16 trilioni di impatto economico contro cui reagire immediatamente ma, in prospettiva, ha di fronte a sé una società che - fra impatto sanitario e mentale di lungo termine e costo accessorio delle morti premature - ha ancora un tesoretto di intervento tampone di circa 9 trilioni di fronte a sé. Non a caso, ecco come termina l’analisi dello studio compiuta da VisualCapitalist: While economic recovery is on the horizon, the U.S - and other nations around the globe - will continue to pay the cost of COVID-19 for years to come.

Perché combattere la borghesia, quando con il minimo sindacale - in cifra assoluta - di welfare sistemico ci si può permettere il doppio risultato di indebitamento allegro e mercato azionario alle stelle? Oltretutto, contando sull’effetto moltiplicatore dello stimolo: se da un lato la Fed onnivora mette le ali a Wall Street, buona parte dei fondi destinati al welfare pandemico sono rientrati nel sistema finanziario proprio perché gli indici attirano investimenti retail. La stimmy money, dinamo di un’enorme partita di giro parassitaria, un gioco a somma zero attorno al concetto stesso di helicopter money, il vero approdo finale.

E se l’ultimo studio di Axios - Half of the pandemic’s unemployment money may have been stolen - mostra come circa 400 miliardi di dollari di fondi per la disoccupazione potrebbero essere stati letteralmente rubati al sistema, terminando non solo nelle mani di chi non ne aveva diritto ma anche poi usciti fisicamente dal Paese, a causa di una totale impreparazione nei controlli verso un flusso di richieste senza precedenti, ecco che questi due ultimi grafici
Lenin6 Fonte: Bank of America
Lenin7 Fonte: UMich/Bloomberg
devono fare davvero paura. Il primo mostra come a livello di tasso annualizzato di crescita negli ultimi tre mesi, l’inflazione negli States sia oggi ai massimi dal 1902, qualcosa come l’8,3%: cosa accadrà a quel potere d’acquisto dopato dall’intervento federale quando, non più tardi del prossimo settembre, l’intero impianto di welfare emergenziale terminerà?

Il secondo grafico pare confermare la dinamica, poiché mostra come alla faccia del mantra della transitorietà sposato dalla Fed, attualmente l’indice delle bad buying conditions dell’Università del Michigan veda l’acquisto di auto, beni durevoli e immobili in trend di fuga di massa a causa dell’aumento dei prezzi. Insomma, gli Usa paiono obbligati al Qe perenne. Semplicemente, quanto generato proprio dai cicli di acquisti cominciati nel dopo Lehman non permette un ritorno alla normalità. Si passa da un’emergenza all’altra, dall’Isis al Covid, da Al Qaeda alla Corea del Nord, dal Russiagate alla Cina con i suoi laboratori da dottor Stranamore.

Di fatto, la pandemia ha imposto - o, forse, garantito - agli Stati Uniti la pace sociale del debito, dopo gli anni della falsa polarizzazione del trumpismo. Cosa farà la Fed, chiamata martedì e mercoledì a riunirsi per rispondere a un dato CPI quantomeno allarmante e per dire una prima parola sul taper, in attesa del meeting di Jackson Hole? Una cosa appare certa, fin da ora: i rivoluzionari di tutto il mondo aggiornino il loro playbook. Di fronte a Joe Biden e Jerome Powell, Vladimir Il′ič Lenin appare un dilettante.

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