PNRR su scuola, università e ricerca: Draghi spiega le misure in conferenza Stampa

Teresa Maddonni

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Riforme e investimenti per scuola, università e ricerca: è partita la prima cabina di regia per l’attuazione del PNRR. Ecco cosa ha detto Draghi in conferenza stampa con i ministri Bianchi e Messa.

PNRR su scuola, università e ricerca: Draghi spiega le misure in conferenza Stampa

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L’attuazione del PNRR parte da scuola, università e ricerca con la prima cabina di regia che si è tenuta questa mattina alle ore 11.

A seguire, qualche minuto dopo le 12, si è tenuta la conferenza stampa durante la quale il premier Draghi, affiancato dal ministro Bianchi (Istruzione) e dalla ministra Messa (Università e Ricerca), ha spiegato le riforme e gli investimenti in arrivo con l’attuazione del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il presidente del Consiglio ha evidenziato la priorità che il governo sta dando all’istruzione e alla ricerca, quindi anche ai giovani e alle donne.

Dalla riforma degli istruzione superiore a quella del reclutamento degli insegnanti agli investimenti per la ricerca, vediamo cosa ha detto Draghi in conferenza stampa il quale ha poi lasciato la parola per i dettagli ai ministri.

PNRR, per la scuola riforme e investimenti per studenti e docenti

Si è tenuta la prima cabina di regia in relazione al PNRR e che ha riguardato scuola, università e ricerca. L’intenzione, come ha spigato il premier Draghi, è quella di rispettare gli impegni presi, un calendario che deve essere seguito per avere i fondi europei.

“Oggi iniziamo questo percorso da Istruzione, formazione e ricerca - ha sottolineato il Presidente del Consiglio - perché il Piano deve disegnare l’Italia di domani e anche perché il recente Nobel di Parisi ci ha fatto pensare alle nostre potenzialità nel campo della scienza e ricerca. Istruzione e ricerca nel nostro Paese sono fondamentali.”

Draghi, che ha sottolineato come due elementi centrali del PNRR sono superare le disparità territoriali e superare il gap di genere, ha lasciato poi la parola al ministro Bianchi, titolare di viale Trastevere, che ha delineato le riforme e gli investimenti che il governo si impegna ad attuare per la scuola.

Le riforme, come ha sottolineato il ministro, sono tre per gli studenti:

  • istituiti tecnici professionali;
  • istituti tecnici superiori;
  • orientamento che deve partire dalle scuole medie.

Altre riforme riguardano i docenti e in particolare:

  • reclutamento;
  • formazione iniziale e continua.

Il ministro Bianchi si è poi soffermato sugli investimenti e quindi sulle risorse da destinare agli ambienti della nuova didattica che saranno molto più laboratoriali (13 miliardi di euro) e per i contenuti della nuova didattica vale a dire 5,4 miliardi di euro.

E poi il ministro ha sottolineato che si punta agli investimenti per:

  • asili nido e infanzia;
  • mense scolastiche;
  • palestre.

Tutto questo per favorire la parità di genere e per passare al tempo pieno a regime in tutto il Paese.

E poi ancora:

  • messa in sicurezza delle scuole;
  • rimozione dei divari territoriali;
  • nuove competenze;
  • nuovi linguaggi;
  • ma anche la didattica digitale integrata.

“Siamo pronti per fare entro novembre 2021- ha annunciato Bianchi - bandi per 5 miliardi per sostenere la ripartenza del Paese da asili nido e infanzia alle palestre.”

E ha aggiunto:

“Faremo un passaggio in Conferenza delle Regioni e abbiamo affrontato con la Cassa Depositi e Prestiti il piano a sostegno dei Comuni specie per gli asili nido.”

PNRR su università e ricerca: dalle lauree abilitanti agli investimenti

La ministra Messa per università e ricerca nel PNRR ha sottolineato come si punti alle lauree abilitanti e anche e soprattutto sulla ricerca.

“Vogliamo concentrarci in questa prima fase la ricerca di filiera e applicata. Si punta a eliminare i gap di genere e divari territoriali e a imporre il principio di merito. Tutte le proposte presentate saranno valutate in maniera terza.”

Tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021, 6 miliardi andranno a finanziare 60 progetti di ricerca. Il tutto avverrà anche nel rispetto della parità di genere. I posti per il 40 per cento andranno alle donne ricercatrici e anche gli enti che manifestano l’interesse per i finanziamenti “dovranno avere al proprio interno un bilancio di genere e un programma della parità di genere.”

Il tutto, come ha sottolineato anche il premier Draghi, si svolgerà nel nome della terzietà e trasparenza.

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