PMI: nasce il primo rating fintech globale per la valutazione del rischio di credito

Il nuovo strumento vuole rendere più innovativo e accessibile il rating creditizio alle PMI in tutta Europa grazie all’approccio fintech basato su AI, Big Data analysis e machine learning.

PMI: nasce il primo rating fintech globale per la valutazione del rischio di credito

Il fintech si mette (ancora) al servizio delle PMI. Grazie all’iniziativa di modefinance e Wiserfunding le piccole e medie imprese di tutta Europa avranno accesso al rating creditizio e ad una nuova via più semplice ai finanziamenti.

Il primo rating FinTech certificato a livello globale e dedicato alle PMI europee è realtà. A svilupparlo, modefinance, prima agenzia di rating FinTech d’Europa, e Wisefunding, fintech inglese specializzata nella valutazione del rischio di credito delle PMI fondata a Edward Altman, inventore del modello Z-score e massimo esperto mondiale sulla modellizzazione del rischio delle piccole e medie imprese.

Come funziona il primo rating fintech per PMI

Il rating sarà capace di valutare in modo innovativo circa 25 milioni di PMI (sia quotate che non quotate) in tutta Europa grazie all’unione del metodo tradizionale con Intelligenza Artificiale, Big Data e machine learning. In pochi secondi si possono ottenere valutazioni basate su elementi qualitativi e quantitativi che a loro volta formano la base della revisione degli analisti prima dell’emissione del rating.

La scala del rating prevede 21 classi e si va dal punteggio più alto A1 al più basso C3. Altre 4 classi sono riservate alle imprese inadempienti o che hanno procedure fallimentari in corso.

Grazie a questo strumento le PMI potranno individuare potenziali fattori di rischio con oltre 24 mesi di anticipo, potranno conoscere la propria affidabilità percepita, ottimizzare la relazione cliente-fornitore o banca-impresa e accedere ai finanziamenti più agevolmente. Un vantaggio non da poco considerando il contesto in cui, a causa della stretta creditizia delle banche, sono proprio le piccole imprese - considerate più rischiose - che trovano maggiori barriere lungo il loro percorso di crescita.

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Pensiamo che nel 2018 i prestiti alle PMI hanno avuto una flessione del 5% rispetto all’anno precedente. Un fenomeno già presente tra il 2010 e il 2017 quando i finanziamenti alle imprese dei distretti industriali italiani si sono ridotti di 57 miliardi di euro.

Secondo gli accordi Basilea 3, inoltre, per concedere un finanziamento a un’azienda prova di rating le banche devono accantonare a riserva molto più capitale rispetto a un finanziamento erogato a un’azienda con rating ufficiale. Se l’accesso al credito da parte delle PMI non era già costoso e arduo, le nuove regole e gli standard imposti dalla normativa sono più stringenti.

Il nuovo rating fintech globale appare quindi come una risposta efficace alla necessità di sostegno alle imprese virtuose di piccole dimensioni che in Italia e in Europa hanno contribuito fortemente alla ripresa e all’espansione dell’economia in seguito alla crisi.

Da un lato, quindi, le PMi potranno comprendere il loro profilo di rischio e capire come analizzarlo per migliorare, e dall’altro lato i finanziatori interessati potranno ridurre i costi e requisiti di capitale. Finalmente uno strumento di gestione e previsione del rischio rapido, affidabile e democratico.

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Argomenti:

Tecnofinanza PMI

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