PD, Letta ha detto sì: Bersani e Speranza possono tornare, Renzi più lontano

Alessandro Cipolla

12/03/2021

06/07/2021 - 17:10

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Enrico Letta si è detto pronto a guidare il Partito Democratico: con lui al Nazareno potrebbero rientrare gli scissionisti Pierluigi Bersani e Roberto Speranza, ma resterebbe invece la distanza con Matteo Renzi.

Enrico Letta ha deciso: domenica in occasione dell’Assemblea del Partito Democratico si candiderà a nuovo segretario, sostituendo così il dimissionario Nicola Zingaretti.

L’ex Presidente del Consiglio dopo ore di riflessione ha sciolto la sua riserva, visto il disco verde anche da parte di Base Riformista (la corrente formata dagli ex renziani) che avrebbe dissipato ogni dubbio.

Letta così dovrebbe guidare il PD fino al 2023, quando ci sarà da calendario il nuovo Congresso, ma il compito non sarà dei più semplici anche alla luce del recente crollo nei sondaggi.

Il suo ritorno al Nazareno potrebbe portare al rientro di Pierluigi Bersani e Roberto Speranza, fuoriusciti a febbraio 2017 e ora esponenti di Articolo 1-MPD, mentre dopo il celebre #Enricostaisereno appare difficile un riavvicinamento con Matteo Renzi.

PD: con Letta ritornano Bersani e Speranza?

Enrico Letta era il vice di Pierluigi Bersani quando l’esponente ora di Articolo1 era il segretario del Partito Democratico. Entrambi hanno una cosa in comune: il loro addio ai dem è stato a causa di Matteo Renzi.

Letta infatti sbatté la porta dopo che Renzi lo fece fuori da Palazzo Chigi prendendone il posto, giusto poche ore dopo l’aver pubblicato il celebre tweet #Enricostaisereno che ormai ha fatto scuola.

Sempre le divergenze con l’ex sindaco di Firenze, all’epoca segretario del PD, hanno portato Bersani e Speranza a fuoriuscire nel febbraio 2017 dal partito, ma già con Zingaretti si può dire che Articolo1 fosse tornato in orbita dem.

Adesso però con l’arrivo di Enrico Letta al Nazareno, gli scissionisti potrebbero rientrare con il Partito Democratico che così andrebbe a recuperare una importante sponda per tornare a strizzare l’occhio all’elettorato più spostato a sinistra.

Difficile invece che il probabile nuovo segretario decida di aprire le porte pure a Matteo Renzi, sempre a patto che il leader di Italia Viva sia interessato, ma al momento non sembrerebbero esserci all’orizzonte anche dei possibili addii da parte di esponenti di Base Riformista.

Oltre alle imminenti nomine che il nuovo Governo dovrà fare, circa 500 poltrone tra le principali partecipate, il primo nodo da sciogliere per Letta sarà quello del rapporto con il Movimento 5 Stelle.

Con lo slittamento all’autunno delle elezioni amministrative, ci sarà ancora del prezioso tempo per capire se l’asse giallorosso continuerà anche dopo l’addio di Nicola Zingaretti: il sentore è che la strada tracciata ormai sia questa, ma prima si dovrà capire anche come evolverà la situazione all’interno dei 5 Stelle con Giuseppe Conte ormai destinato a diventare il nuovo capo politico e, magari, il federatore di una nuova coalizione di centrosinistra.

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