Matteo Salvini a processo per il caso Open Arms, anche i renziani votano a favore dell’autorizzazione a procedere e il Senato dà il suo assenso
Salvini a processo su Open Arms: il Senato ha appena votato a favore, e quello che fino a poche ore fa era solo un rischio diventa ora realtà per il leader della Lega.
L’autorizzazione è arrivata grazie ai 149 voti favorevoli, superiori ai 141 contrari.
Tutto si era già fatto molto più concreto dopo che Renzi aveva dichiarato in mattinata l’intenzione di votare a favore dell’autorizzazione a procedere. Il Senato ha così deciso di mandare a processo il leader della Lega sul caso Open Arms, per il quale è accusato di sequestro di persona e abuso d’ufficio.
Sulla Ong spagnola erano a bordo oltre 100 migranti, ai quali nell’agosto del 2019 era stato impedito lo sbarco per 19 giorni. La richiesta di procedere in aula nei confronti dell’ex ministro dell’Interno è stata presentata dal Tribunale di Palermo, territorialmente competente sul caso.
Prima della decisione Salvini ha difeso la sua posizione, come fatto in precedenza, per la nave Diciotti e Gregoretti: non si è trattato di sequestro di persona e abuso d’ufficio ma di difesa dei confini nazionali.
Ma secondo Renzi “il preminente interesse pubblico in questa vicenda non c’è, come non c’era nelle due vicende precedenti”.
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Salvini a processo per sequestro di persona su Open Arms
Quello di oggi è stato un voto decisivo sulla vicenda Open Arms, che risale quasi esattamente a un anno fa, quando Salvini era ancora ministro dell’Interno e vicepremier insieme a Giuseppe Conte.
Il tribunale di Palermo ha aperto un fascicolo per sequestro di persona (160 le persone coinvolte) e abuso d’ufficio: oggi il Senato ha autorizzato a procedere.
Per Salvini un’eventuale condanna significherebbe essere tagliato fuori dai giochi politici alle prossime elezioni. La prima batosta si è registrata già in mattinata per il leader del Carroccio, con le dichiarazioni dei renziani pronti a a votare a favore dell’autorizzazione.
Una scelta che, a conti fatti, ha compromesso fortemente la posizione di Salvini, il quale fino a poche ore fa si diceva assolutamente tranquillo e sereno.
Appena dopo il voto, l’ex ministro dell’Interno ha dichiarato di essere fiero di aver difeso l’Italia e ha citato Luigi Einaudi:
“Contro di me festeggiano i Palamara, i vigliacchi, gli scafisti e chi ha preferito la poltrona alla dignità. Sono orgoglioso di aver difeso l’Italia, lo rifarei e lo rifarò. Mi tengo stretto l’articolo 52 della Costituzione e ricordo le parole di Luigi Einaudi: «Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra». Non ho paura, non mi farò intimidire e non mi faranno stare zitto: ricordo che per tutti i parlamentari, prima o dopo, arriverà il giudizio degli elettori”.
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