La Lega ha depositato una proposta di legge per il riconoscimento della lingua romena tra le minoranze linguistiche da preservare.
Quando si parla di comunità straniere residenti in Italia, al primo posto troviamo i cittadini rumeni, presenti nel nostro Paese con oltre un milione di persone. Si tratta di una comunità presente da molti anni, radicata e in larga parte integrata nel tessuto sociale e culturale italiano. Proprio per questo motivo una parte della comunità chiede ora il riconoscimento della lingua romena come minoranza linguistica in Italia.
La proposta è arrivata in Parlamento attraverso un disegno di legge composto da un solo articolo, firmato dalla senatrice Tilde Minasi e dal deputato Francesco Bruzzone, entrambi esponenti della Lega. Il testo è stato presentato nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, alla presenza anche del leader del partito e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
All’incontro hanno partecipato diversi cittadini italo-rumeni e alcuni rappresentanti istituzionali. Tra questi anche due esponenti della Lega di Prato con doppia cittadinanza: il vicepresidente del Consiglio comunale di Prato e promotore dell’iniziativa Claudiu Stanasel, e Stefan Stanasel, presidente del Coordinamento nazionale cittadini romeni in Italia.
Il ministro dei Trasporti, insieme ai promotori della proposta di legge e agli esponenti della comunità che sostengono l’iniziativa, ha espresso soddisfazione per il passo compiuto. Secondo i promotori del disegno di legge, infatti, la lingua rumena merita di essere riconosciuta come minoranza linguistica perché, al pari dell’italiano e del francese, ha radici latine, pur conservando alcune influenze balcaniche. Per questo motivo, sostengono i firmatari, dovrebbe rientrare tra le lingue tutelate dallo Stato italiano.
A rafforzare la proposta viene citata anche la lunga storia di rapporti culturali tra Italia e Romania, esistenti già prima della Seconda guerra mondiale. I due Paesi condividono radici culturali profonde e relazioni economiche sempre più solide. «La Lega crede in un modello di integrazione serio, basato sul rispetto delle regole, sulla partecipazione e sulla valorizzazione delle identità culturali», ha dichiarato Salvini nel corso della presentazione dell’iniziativa parlamentare.
Cosa cambierebbe per la lingua romena
Se la proposta dovesse essere approvata e la lingua romena venisse riconosciuta come minoranza linguistica, le conseguenze sarebbero rilevanti sotto diversi aspetti. Il riconoscimento comporterebbe infatti una serie di tutele per la lingua e per la cultura della comunità di riferimento.
Nel dettaglio, una lingua riconosciuta come minoranza può essere utilizzata nei rapporti con le pubbliche amministrazioni, compresi i comuni e alcuni procedimenti giudiziari. Inoltre potrebbe essere insegnata nell’ambito di specifici progetti scolastici e ricevere sostegni economici per iniziative culturali, attività teatrali e programmi televisivi. In alcuni casi è anche possibile introdurre la toponomastica bilingue, cioè l’uso di nomi di luoghi in due lingue, oppure l’impiego della lingua minoritaria in atti pubblici e comunicazioni istituzionali.
Attualmente le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate in Italia sono dodici. Se la proposta di legge sulla lingua romena dovesse essere approvata, salirebbero a tredici. Le altre lingue già riconosciute sono l’albanese, il catalano, il tedesco, il greco, lo sloveno, il croato, il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA