Opa Rai Way: Ei Towers mantiene la sua offerta invariata: quale futuro per la società delle reti?

Simone Casavecchia

6 Marzo 2015 - 09:48

Ei Towers, la società controllata da Mediaset, non batte ciglio sull’offerta relativa a Rai Way e intanto, anche un altro pezzo di RCS, quello delle radio privati, sembra essere prossimo alla vendita.

Opa Rai Way: Ei Towers mantiene la sua offerta invariata: quale futuro per la società delle reti?

Convocata di fronte a Consob per fornire chiarimenti riguardo all’offerta pubblica su Rai Way che tanta costernazione ha suscitato nel mondo della comunicazione, Ei Towers, la società controllata da Mediaset, ha fatto sapere, per bocca dei suoi vertici, che non intende modificare i termini dell’Offerta Pubblica di Acquisto lanciata su Rai Way.

Nelle scorse settimane, infatti Ei Towers ha lanciato un’OPA sul 66,67% di Rai Way, un’operazione, questa che ha destato lo stupore non solo della Consob ma anche dell’Antitrust e della Commissione Industria del Senato, dal momento che non è del tutto chiaro il senso dell’operazione, per giunta rivolta a una società non contendibile, una società su cui, peraltro, sia la RAI che il Governo hanno già dichiarato di voler continuare a detenere il 51% del capitale, ovvero la quota che consentirebbe di controllare le torri di trasmissione utilizzare dalle reti televisive pubbliche.

Ei Towers ha chiarito in una nota indirizzata alla Consob che, entro i tempi previsti, ovvero entro la data del 16 Marzo, depositerà il documento di offerta, nel quale:

"non sono previste modifiche dei termini e condizioni dell’offerta rispetto a quanto indicato nel comunicato del 24 febbraio".

Si tratta dell’ennesima mossa in una direzione ormai fin troppo chiara: quella di un monopolio della rete di trasmissione della televisione, pubblica e privata, che qualora permanesse la totale chiusura di Ei Tower rispetto a una possibile modifica delle condizioni dell’offerta, in particolare della soglia minima di adesioni, potrebbe anche determinare un rifiuto dell’Antitrust. A tal proposito occorre anche chiarire se nell’offerta ci sono indicazioni in merito alla possibilità, prevista dall’ordinamento legislativo, di rinunciare alle condizioni poste inizialmente, al termine dell’offerta.

La mossa di Ei Tower nei confronti della Consob non è solo un segnale che rende più manifesta la strategia della controllata di Mediaset, ma anche una sfida, almeno apparente, al Governo e all’ordinamento vigente in proposito.

Nei giorni scorsi, infatti, il premier Matteo Renzi è tornato a dichiarare, in un’intervista all’Espresso, che

"il 51% di Raiway deve restare pubblico, su questo non si discute (...) Mediaset faccia ciò che serve per la loro azienda rispettando le regole. E noi le regole non le cambiamo per Mediaset, né in positivo, né in negativo"

Sulla stessa linea anche Camillo Rossotto, presidente di Rai Way che ieri, in un’audizione di fronte alla Commissione Industria del Senato ha ribadito quanto dichiarato nei giorni scorsi dalla sua azienda, quella di Ei Towers è un’azione senza precedenti di cui non si capisce il significato e l’opportunità, dal momento che

"si tratta di un’Opas totale non sollecitata su una società controllata oggi al 65% da Rai e che non è contendibile"

E’ proprio il prospetto di quotazione di Rai Way ad affermare che la società non è contendibile, almeno finché la Rai ne deterrà il 51% ossia il controllo.

A questo punto le ipotesi e le supposizioni in ballo rimangono ancora molte e le domande sulla vicenda continuano ad affastellarsi sulla stampa e sugli altri media, per un’operazione il cui senso continua a permanere poco chiaro. Che si tratti di una strategia di Mediaset per ottenere il monopolio sul mercato televisivo o, almeno, su un segmento molto importante di esso, come le reti? Che Berlusconi stia ripiegando sull’attività economica quando quella politica sembra essere sempre più in declino?
Che si tratti di una delle clausole nascoste del Patto del Nazareno, ossia dell’ennesimo pegno da pagare per portare a termine le riforme costituzionali?
Rimangono solo supposizioni, seppur verosimili, quel che è invece più certo sono i dati finanziari. Con l’Opa lanciata da Ei Towers, la vendita di Rai Way diventerebbe un affare sicuramente redditizio che consentirebbe alla Rai di portare a casa liquidità fresca, per risanare i suoi conti in rosso.

Dopo l’Opa di Ei Towers il valore in Borsa di Rai Way è cresciuto di circa 80-90 milioni di euro. Dal varo dell’Ipo (Offerta pubblica Iniziale, avvenuta lo scorso 19 Novembre 2014) il titolo Rai Way ha subito una crescita del 35% del suo valore, crescita alla quale ha contribuito in modo determinante anche l’offerta di Ei Towers.

Dallo scorso Novembre al 3 Marzo, il valore di Rai Way è passato da 802 mln di euro a 1,088 mld di euro, con un aumento di circa 300 mln di cui 88 mln circa, prodotti per effetto dell’Opa di Ei Towers (dal momento che prima di essa il valore di Rai Way era di un miliardo circa).

Anche se si tratta di un aumento di valore sul quale ha pesato anche il buon andamento dell’indice All Shares, si tratta comunque di un ottimo risulta che sembra continuare la sua performance in modo costante.

Per quanto riguarda l’attuale proprietà di Rai Way occorre ricordare che il 65% è attualmente detenuto dalla RAI mentre il 30% è, ad oggi, in mano a soggetti istituzionali e a fondi d’investimento: tra di essi Blackrock detiene la quota di maggiore rilevanza.

Occorre ora capire quali saranno le prossime mosse degli attori in gioco. Al di là della crescita del valore azionario di Rai Way, la partita, infatti, diventa tutta politica. Non solo l’Antitrust dovrà, a questo punto prendere posizione ma occorrerà capire se anche il Governo terrà fede alle sue dichiarazioni e a quanto dichiarato nei giorni scorsi. Se Rai Way è davvero considerato un asset strategico, allora, non dovranno esserci possibilità di modifica del decreto che assegna alla Rai il 51% del controllo di Rai Way.

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