Occupazione scuola: cosa si rischia?

Isabella Policarpio

21 Gennaio 2019 - 17:09

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Occupare la scuola è un’azione illegale che ha serie conseguenze sul piano penale e disciplinare. Si rischia di subire un processo ed un periodo di sospensione che può compromettere la promozione.

L’occupazione della scuola non è una cosa da prendere con leggerezza. Pochi studenti sanno che non si tratta di una mera trasgressione, ma di un reato vero e proprio, dal quale possono derivare gravi conseguenze, sia sul piano penale che disciplinare.

Infatti durante l’occupazione gli studenti interrompono il normale svolgimento delle lezioni, cacciando dalla scuola i professori ed il personale ATA e, molto spesso danneggiano le aule scolastiche ed il materiale didattico. Tutte condotte che possono essere aggravate nel caso in cui siano commesse con violenza .

Quindi, prima di procedere all’occupazione dell’istituto, vi consigliamo di valutare tutte le conseguenze.

Occupare la scuola è reato?

Occupare la scuola consiste nell’occupazione coattiva dell’istituto, con lo sgombero del Preside, di tutti gli insegnanti e del personale ATA. Se la scuola viene occupata, in genere dopo aver ottenuto la maggioranza dei voti degli studenti, l’azione diventa effettiva solo se un numero significativo di studenti non abbandonano mai l’edificio, anche durante le ore notturne.

Precisiamo che l’occupazione è un’azione illegale, che viola diverse disposizioni di legge. Nello specifico:

  • l’articolo 633 del Codice Penale che disciplina l’invasione di terreni ed edifici;
  • l’articolo 340 del Codice Penale sull’interruzione di un ufficio, di un pubblico servizio o di un servizio di pubblica necessità;
  • l’articolo 33 della Costituzione che riguardo il diritto alla pubblica istruzione.

Questi motivi legittimano il Preside a chiamare le Forze dell’ordine per far riprendere il regolare svolgimento delle lezioni; gli studenti occupanti rischiano di essere segnalati o denunciati presso alle autorità di pubblica sicurezza.

Quali sono le conseguenze?

In genere, l’atteggiamento della giurisprudenza nonché della Corte di Cassazione è sempre stato piuttosto clemente nei confronti delle occupazioni scolastiche, anche se, a livello formale, si tratta di un reato e quindi ha delle conseguenze penali. Il Preside dell’istituto può in ogni momento chiamare le Forze dell’ordine e denunciare chi ha promosso e chi partecipa all’occupazione della scuola.

Gli studenti ritenuti responsabili dell’occupazione potrebbero subire delle conseguenze legali più o meno gravi a seconda della discrezionalità del giudice minorile e della presenza di alcune circostanze che possono aggravare il fatto:

  • quando nella scuola sono entrate delle persone terze, non studenti o studenti di altri istituti;
  • quando viene impedito con la violenza al personale scolastico (Preside, insegnanti o personale ATA) di entrare nell’istituto;
  • quando vengono danneggiati gli ambienti scolastici, il mobilio o il materiale didattico in generale.

Oltre alle conseguenze legali, gli studenti potrebbero subire le ritorsioni da parte del Preside o degli insegnanti: ad esempio dei giorni di sospensione oppure il diniego a partecipare alle gite scolastiche. Alcuni Presidi particolarmente severi hanno talvolta previsto fino a 15 giorni di sospensione, che corrispondono ad un 5 in condotta, dunque alla bocciatura automatica dello studente.

Occupazione: le regole da seguire

Riguardo all’occupazione scolastica non esiste un vero e proprio regolamento, eppure ci sono delle regole da rispettare riconosciute ad applicate dalla maggior parte degli istituti scolastici.

Innanzitutto, l’occupazione della scuola non può essere decisa da un piccolo gruppo di persone, ma occorre la maggioranza degli studenti. Quindi l’iter generalmente seguito è la convocazione dell’assemblea d’istituto da parte dei rappresentanti, la spiegazione dei motivi dell’occupazione e la votazione, che di solito si svolge per alzata di mano, ma può anche avvenire con bigliettini anonimi o per voto di classe.

Se i sì raggiungono la maggioranza dei voti espressi, i rappresentanti d’istituto presentano al Preside un documento in cui metto per iscritto i motivi dell’occupazione e le modalità in cui intendono gestirla. Dopo la presentazione di questo documento, i rappresentanti dichiarano lo stato di “assemblea permanente”, invitando professori, personale ATA e lo stesso Preside ad abbandonare la scuola.

Durante il corso dell’occupazione, nell’istituto devono essere presenti almeno 30 studenti, anche nelle ore notturne, altrimenti lo stato di occupazione decade.

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