Obesità malattia cronica: la Camera approva mozione per riconoscere invalidità

Isabella Policarpio

14/11/2019

14/11/2019 - 13:33

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L’obesità come malattia cronica con diritto alle agevolazioni per gli invalidi: la mozione di Roberto Pella (FI) ottiene l’unanimità alla Camera. Cosa potrebbe cambiare per gli obesi e i loro familiari.

Con voto unanime la Camera dei deputati approva la mozione sul riconoscimento dell’obesità come malattia cronica. Un traguardo importante per tutti gli obesi e per i loro familiari che da oggi possono ben sperare nell’estensione dei benefici e delle agevolazioni sanitarie e fiscali riservate agli invalidi.

Il grande consenso dimostra la volontà di tutte le forze politiche di impegnarsi nella costruzione di un piano educativo e di intervento contro l’obesità a partire dai minori, che sono anche i più colpiti: basti pensare che 1 bambino su 3 sotto gli 8 anni è obeso.

Al momento la legge italiana riconosce l’invalidità - e i diritti che ne conseguono - solo ai casi più gravi di obesità e di assoluta inidoneità al lavoro. Il voto della Camera, invece, manifesta la volontà di estendere l’assistenza statale a tutti i casi di obesità cronica.

Obesità come malattia cronica: la Camera vota all’unanimità la mozione di Pella (FI)

Roberto Pella, deputato di Forza Italia, ha presentato alla Camera uno mozione per il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e, di conseguenza, delle agevolazioni economiche concesse alle persone invalide.

La proposta di Pella è stata accolta con consenso unanime dei deputati, cosa che non accade spesso e che sottolinea il grande valore della mozione. Da adesso in poi il Governo si impegnerà a prevedere tutele maggiori e a rafforzare quelle esistenti per le persone obese.

Le misure proposte sono molteplici, sia di prevenzione che di cura del fenomeno: istituzione di un Piano nazionale d’intervento, sensibilizzazione dei giovani a scuola, promozione dell’attività fisica e della corretta alimentazione e strategie educative e repressive nei confronti del bullismo.

Dopo il voto unanime si prevede un anno all’insegna delle proposte legislative per incrementare le tutele e le agevolazioni per gli obesi e i loro familiari, dato l’appoggio di tutti i gruppi politici. Quello dell’obesità, infatti, è un problema di rilevanza nazionale che non conosce divisioni partitiche.

Vediamo quali potrebbero essere i diritti degli affetti da obesità cronica dopo il riconoscimento dello status di “invalido”.

Obesità malattia cronica: quali diritti per gli obesi?

Il consenso unanime che ha suscitato la mozione fa ben sperare che presto anche alle persone obese saranno estesi i diritti e le agevolazioni per gli invalidi, per adesso concesse solo nei casi di obesità grave o gravissima.

La normativa generale sull’invalidità è regolata dalla legge 104 del 1992, che ne dà la definizione seguente:

“È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.”

L’obesità non causa alcuna difficoltà di apprendimento o sensoriale, ma senza dubbio determina una condizione di svantaggio e di emarginazione, data dalla difficoltà ad uscire di casa, lavorare e quindi relazionarsi con altre persone. A questo si deve anche aggiungere il disagio sociale causato dal fenomeno, purtroppo in crescita, del bullismo e del cyber bullismo, con conseguenze anche gravi sullo sviluppo della personalità.

Quindi, se l’obesità venisse ufficialmente riconosciuta come una malattia cronica gli obesi avrebbero diritto a molteplici agevolazioni di diversa natura.

Tra gli aiuti economici, anche gli obesi potrebbero avere diritto alla pensione di invalidità (se riconosciuto totalmente inabile al lavoro), all’indennità di accompagnamento o all’assegno di invalidità, ma anche alle agevolazioni sanitarie previste per gli invalidi, tra queste: l’esenzione totale o parziale dei ticket, la fornitura gratuita o a minor prezzo di ausili sanitari specifici (come le carrozzine per chi non può deambulare) e canali preferenziali per ridurre i tempi di attesa di visite e prestazioni sanitarie.

Anche i genitori dei minori affetti da obesità o di coloro che, pur maggiorenni, sono inabili al lavoro e quindi non economicamente indipendenti, potrebbero beneficiare di diverse agevolazioni: detrazioni Irpef e sconti sull’acquisto di medicinali, ausili sanitari, visite mediche e di assistenza sanitaria.

La legge prevede delle agevolazioni anche in ambito lavorativo: se l’obesità fosse elevata a malattia, i parenti dell’invalido avrebbero diritto ai permessi assistenziali nella misura stabilita dalla legge 104 mentre la persona obesa potrebbe sfruttare l’obbligo di assunzione da parte delle aziende e il riconoscimento di più ore di permesso per effettuare visite e cure assistenziali. Inoltre, in caso di superamento del periodo comporto per malattia stabilito, il datore di lavoro non potrebbe ricorrere al licenziamento per giusta causa.

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