Titoli di Stato: ai giapponesi piace il debito italiano

Balzo nel mese di giugno per lo shopping di titoli italiani ed australiani da parte degli investitori giapponesi. I proventi per finanziare gli acquisti sono arrivati dalla Germania.

Titoli di Stato: ai giapponesi piace il debito italiano

Gli investitori giapponesi puntano sul Belpaese. In un contesto in cui i rendimenti sottozero non fanno più notizia, investendo sui Bund con scadenza 2029 si paga lo 0,56%, nel caso del Giappone il dato è al -0,19%, la ricerca di rendimenti interessanti è diventato di vitale importanza.

“I rendimenti dei bond sono scesi così tanto negli ultimi giorni che, al momento, è difficile per un investitore giapponese trovare un’obbligazione in cui investire”, ha detto Makoto Noji di SMBC Nikko Securities.

Titoli di Stato: a giugno il Btp rendeva il 2,7%

Gli investitori giapponesi, che di rendimenti negativi sono particolarmente esperti, nel mese di giugno hanno portato gli acquisti di titoli di stato italiani ai massimi da quattro anni e fatto toccare allo shopping di bond australiani un nuovo massimo storico.

Nel caso del nostro Paese, il Btp decennale, che al momento segna un rialzo all’1,48%, a giugno ha fatto segnare un chiaro trend discendente dal 2,7% di inizio mese al 2,09%. Il dato relativo l’Australia nel mese di giugno si è attestato tra l’1,5 e l’1,3% (0,97% attualmente).

Titoli di Stato: dato maggiore da 4 anni per i Btp

Secondo i dati elaborati dal Ministero dell’economia giapponese, nel mese di giugno gli investitori domestici hanno acquistato 279,5 miliardi di yen (2,35 miliardi di euro) di debito italiano (al netto delle dismissioni). Si tratta del dato maggiore dal febbraio del 2015.

Forte interesse, come detto, anche per le obbligazioni emesse da Canberra, acquistate per 307,6 miliardi di yen, il livello maggiore da quando, nel 2014, è iniziata questo tipo di rilevazione statistica.

Per finanziare lo shopping, sono stati venduti 665,5 miliardi ¥ di debito tedesco, il livello maggiore, sempre al netto dei titoli acquistati, dal maggio del 2018.

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