Obbligazioni corporate italiane: il punto sulle emissioni di gennaio 2019

Fra le emissioni corporate italiane avvenute in queste prime settimane del 2018 le più importanti sono senz’altro quelle firmate da Tim, Unicredit e Generali. Nonostante l’assenza della BCE nel ruolo di compratore forte, le indicazioni giunte dal mercato non sono state così negative

Obbligazioni corporate italiane: il punto sulle emissioni di gennaio 2019

Inizio di anno molto intenso sul fronte delle nuove emissioni di corporate bond in Italia. Fra le operazioni di banche, assicurazioni e società industriali (anche non quotate), sono circa una decina gli emittenti corporate che hanno chiesto liquidità al mercato sottoforma di prestito obbligazionario nell’ultimo mese; e tante altre ne verranno.

Basti pensare alle operazioni di rifinanziamento attraverso bond che sono in cantiere nelle tre banche in difficoltà in questo momento: Banca Carige, Banca MPS e Popolare di Bari.

L’andamento delle operazioni fino ad oggi concluse è stato variegato. Alcune società hanno visto aumentare lo spread rispetto al tasso midswap di riferimento; per Telecom Italia, ad esempio, è stato circa il doppio rispetto al differenziale pagato nelle due emissioni precedenti (clicca qui per approfondire), mentre per altre il confronto con il mercato è stato meno oneroso. Numeri alla mano, però, il mercato ha sempre risposto con una domanda sostenuta.


Fonte dati: Bloomberg

Telecom Italia: scadenze bond per 3,9 miliardi nel 2019

Telecom Italia ha inaugurato l’anno con un’emissione di un bond High Yield per l’importo di 1,25 miliardi di euro. Il corporate bond con scadenza cinque anni e tre mesi (maturity 11 aprile 2024) è stato collocato con un prezzo di emissione di 99,436, una cedola annuale del 4% ed un rendimento effettivo lordo a scadenza del 4,125 per cento. Mentre in questi giorni il titolo azionario dell’ex monopolista tlc è in seria difficoltà in Borsa (ieri nuovi minimi storici), la società dovrà affrontare scadenze di bond per 3,9 miliardi nel corso del 2018.

Unicredit: indicazioni miste da costo di raccolta

Spread in riduzione rispetto alle indicazioni iniziali, invece, per Unicredit. La società di Piazza Gae Aulenti l’8 gennaio scorso ha emesso un bond da 2,5 miliardi di dollari a tasso fisso e un altro per 0,5 miliardi a tasso variabile. In entrambi i casi, la scadenza è fissata al 14 gennaio 2022. Questa transazione è stata la terza sul mercato dei bond Senior Non-Preferred collocati da UniCredit, dopo la prima emissione nel gennaio 2018 di un bond a 5 anni per un importo di 1,5 miliardi e di quella a 5 anni per un importo pari a 3 miliardi a novembre 2018 (clicca qui per approfondire).

Generali Assicurazioni: boom di domanda

Boom di domanda e calo dei rendimenti anche per Generali Assicurazioni, l’ultima in ordine temporale ad aver attinto al mercato obbligazionario. L’operazione è infatti stata comunicata il 22 gennaio ed ha riguardato un’emissione subordinata con scadenza decennale per un importo complessivo di 500 milioni di euro. La società stessa ha ammesso che “alla luce della forte richiesta il rendimento dei titoli è stato abbassato al 3,875%, rispetto al rendimento inizialmente annunciato del 4,625%, e si tratta del coupon più basso mai pagato dal gruppo assicurativo su un’emissione subordinata”.

Le emissioni che verranno: Carige, MPS e Bari le più delicate

Se questo è il quadro generale delle emissioni completate fino ad oggi, più delicate sono quelle che dovrebbero esser concluse nei prossimi a causa delle situazioni più difficili degli emittenti.

Alla vigilia della riunione BCE nella quale è prevista la possibilità di un lancio di una nuova tranche di TLTRO, Banca Carige ha ricevuto dal ministero dell’Economia il decreto con il provvedimento di concessione della garanzia dello stato su nuove emissioni obbligazionarie.

La banca ha quindi avviato l’operatività necessaria per due emissioni obbligazionarie garantite da complessivi 2 miliardi di euro, della durata di 12 e 18 mesi rispettivamente. Secondo il Sole 24 Ore di questa mattina, l’emissione del bond potrebbe subire ritardi in quanto non c’è stato ancora nessun passaggio formale con la Consob per emettere un prospetto informativo.

Nel frattempo dalle parti di Siena Banca MPS ha dato mandato a un gruppo di banche per curare il collocamento del covered bond dell’ammontare da 750 milioni di euro e rendimento indicato in area 1,8%-2,1%.

Allo studio della Popolare di Bari, invece, ci sarebbe il lancio di un subordinato da 200 milioni di euro destinati a migliorare ratio patrimoniali e a soddisfare parte del fabbisogno finanziario dell’istituto.

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