OPA Pirelli: il titolo vola sulla possibile offerta della China Chem Corporation per rilevare l’azionariato Camfin

La China National Chemical Corporation potrebbe rilevare una parte consistente di Pirelli lanciando una maxi OPA da 7 miliardi di euro: dettagli e ultime novità sull’indiscrezione che ha fatto volare il titolo in borsa.

Sarebbe in stato avanzato la trattativa intavolata tra China National Chemical Corporation e Camfin la holding che controlla Pirelli, di cui sarebbe imminente uno sconvolgente riassetto societario che potrebbe far finire un altro fiore all’occhiello dell’industria italiana in mani straniere.

Anche se le parti coinvolte nella vicenda non hanno fornito chiarimenti in proposito, la China National Chemical Co. dovrebbe sostituire la russa Rosneft nel ruolo di socio di riferimento della holding Camfin.

Attraverso un’Offerta Pubblica di Acquisto sull’intero azionariato di Pirelli, per un valore complessivo di 7 miliardi di euro, il colosso cinese rileverebbe le azioni del marchio italiano dei pneumatici detenute da Camfin la holding in cui confluiscono Rosneft (50%) ma anche da altri soci italiani quali Nuove Partecipazioni (società dell’Ad Marco Tronchetti Provera e di altri), Intesa Sanpaolo, Unicredit, la stessa famiglia Pirelli, la famiglia Malacalza (6,98%), Mediobanca (3,9%) e Harbor (5%). Con tale operazione a Camfin andrebbero 2 miliardi di euro e i soci potrebbero probabilmente anche monetizzare una parte del loro investimento.

L’unica conferma della possibile OPA è arrivata questa mattina da Camfin che ha annunciato che vengono effettivamente portate avanti trattative con «un partner industriale internazionale».

Le trattative dovrebbero portare al trasferimento della totalità dell’azionariato Pirelli, detenuto da Camfin (26,1%) e le azioni sarebbero vendute al prezzo di 15 euro ciascuna a una società italiana appositamente costituita e controllata dal partner estero che effettuerebbe anche un ulteriore, nuovo, investimento di capitale in Camfin.

Le sole indiscrezioni sulla possibile OPA hanno fatto lievitare ieri il titolo del 5% facendolo arrivare a quota 15,81 euro, un livello addirittura superiore al prezzo ventilato per la possibile OPA (15 euro) che ben dimostra quanto forti siano le aspettative del mercato nei confronti di un’operazione del genere (il titolo Pirelli è attualmente quotato a 15.50 con una variazione del + 4,03% - rilevazione delle 12.01).

Secondo gli analisti di Banca Akros

«gli attuali azionisti di riferimento (con la probabile eccezione di Rosneft) terranno le loro quote nella società virtualmente ferme anche se Camfin vende le sue quote in Pirelli»

Mentre Rosneft si allontanerebbe del tutto, incassando liquidità quanto mai necessaria con la attuale crisi del rublo, e con quella simultanea del petrolio, Marco Tronchetti Provera resterebbe comunque ai vertici della società, per altri 5 o 6 anni (presumibilmente fino al 2021), periodo nel quale dovrebbe anche avvenire la separazione della divisione divisione penumatici trunk da quella delle gomme di fascia alta per auto. Questa seconda operazione potrebbe verosimilmente incrementare il valore delle azioni Pirelli di altri 6 euro, secondo Banca Akros, un incremento che, comunque, verrebbe precluso ai soci di Camfin che decideranno di aderire all’OPA.

Certamente l’operazione non va comunque letta come un riassetto quanto, piuttosto, come la cessione definitiva di uno dei più prestigiosi marchi industriali italiani al mercato estero.

A proposito dell’operazione occorre, infine, segnalare che anche la Consob ha chiesto chiarimenti in proposito anche se solo nella tarda serata di ieri, ossia dopo che il titolo era stato oggetto di speculazione per un’intera seduta borsistica.

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