Nuovo reclutamento docenti: cosa prevede la riforma su concorsi e abilitazione

Simone Micocci

15 Novembre 2021 - 15:43

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Nuovo reclutamento docenti: cosa prevede la riforma su concorsi e abilitazione

Il Governo Draghi si prepara a modificare regole e procedure per diventare insegnante. Sembra essere una costante degli ultimi Governi: modificare il reclutamento docenti in modo da renderlo più efficiente e in grado di rispondere in maniera più immediata alle necessità del sistema scolastico. Con il rischio però che cambiando continuamente si vada solamente a generare confusione e incrementare il precariato.

Prima la Buona Scuola di Renzi, poi le modifiche apportate dal Governo Conte: adesso, come raccontato dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e dal Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, ci sarà una nuova riforma del reclutamento che interviene su abilitazione e concorsi.

Una nuova procedura fatta di diversi step dei quali vi andremo a parlare di seguito, facendo luce su quale sarà il percorso da seguire nei prossimi anni per diventare insegnanti di ruolo nella scuola pubblica italiana.

Nuova riforma del reclutamento docenti: le parole di Patrizio Bianchi

Il Governo Draghi, quindi, ha deciso d’intervenire sulle procedure per l’immissione in ruolo di nuovi insegnanti modificando anche i requisiti richiesti per concorrere al ruolo.

Non si tratta d’indiscrezioni: come anticipato, infatti, la nuova riforma del reclutamento è stata annunciata di concerto dai Ministri dell’Istruzione e dell’Università e Ricerca, Patrizio Bianchi e Maria Cristina Messa, ai capigruppo di maggioranza delle VII commissioni di Camera e Senato.

Un’anticipazione di ciò che potrebbe cambiare già a partire dal 1° gennaio 2022: il piano del Governo, infatti, sembra essere quello di attuare la riforma tramite un emendamento alla Legge di Bilancio 2022 in esame in Parlamento. In alternativa, ci potrebbe essere un decreto ad hoc, comunque da approvare entro la fine dell’anno, con il quale verrebbero attuate tutte quelle riforme per la scuola previste dal PNRR.

Diventare insegnanti dopo la riforma: i requisiti

Con la riforma cambiano i requisiti non tanto per diventare insegnanti quanto per ottenere l’abilitazione all’insegnamento. Secondo quanto riferito dopo l’incontro tra i due Ministri interessati e le VII commissioni di Camera e Senato, infatti, ovviamente la laurea sarà titolo fondamentale per poter insegnare ma non sarà sufficiente.

Serviranno, infatti, 60 crediti universitari ad hoc, di cui 24 da svolgersi con tirocinio nelle scuole, per essere abilitati all’insegnamento. Questi 60 crediti - nel settore pedagogico - verranno acquisiti dallo studente durante il percorso universitario e in questo modo contestualmente al conseguimento della laurea questo sarà anche abilitato all’insegnamento nelle scuole.

Come diventare insegnanti dopo la riforma: gli step per l’assunzione

Una volta presa laurea e abilitazione all’insegnamento ci sono tutti i presupposti per poter concorrere a un posto di ruolo nelle scuole pubbliche. Nel dettaglio, questi due titoli sono necessari per partecipare ai vari concorsi pubblici, i quali saranno semplificati rispetto a oggi.

I nuovi concorsi scuola, infatti, saranno costituiti da una sola prova: si tratta di uno scritto, più precisamente di un test a risposta multipla.

Il punteggio ottenuto al concorso, nel quale molto probabilmente si terrà conto anche dei titoli, verrà utilizzato per redigere una graduatoria dalla quale verranno selezionati i migliori. Questi, però, non diventeranno automaticamente di ruolo: prima, infatti, ci sarà un anno di prova in cui questi verranno valutati. Solo in caso di valutazione finale positiva ci sarà la conferma in ruolo e avrà così inizio la carriera da insegnante.

Nuovo reclutamento insegnanti: ci sarà una fase transitoria?

Come abbiamo anticipato, le regole per il reclutamento insegnanti sono molto cambiate negli ultimi anni. Per questo motivo bisognerà tutelare coloro che a oggi sono ancora precari, pur essendosi uniformati a quanto stabilito dalle riforme della scuola che si sono susseguite negli ultimi anni.

Tuttavia, una decisione in merito non è stata ancora presa. È chiaro l’obiettivo finale - che è quello che vi abbiamo appena descritto - ma non è stato ancora deciso se nel frattempo ci sarà una fase transitoria o meno.

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